ZOOM – Il derby delle ‘frecciate’ è già iniziato!

ZOOM – Il derby delle ‘frecciate’ è già iniziato!

ROMA – A Totti stanno antipatici i laziali, dice così. Lotito non si cura dei romanisti, li snobba, è diverso: «Non dobbiamo pensare alla Roma, è una squadra della Capitale nata 27 anni dopo. Si trova in una situazione diversa di classifica perché rispetto a noi non ha partecipato a…

ROMA – A Totti stanno antipatici i laziali, dice così. Lotito non si cura dei romanisti, li snobba, è diverso: «Non dobbiamo pensare alla Roma, è una squadra della Capitale nata 27 anni dopo. Si trova in una situazione diversa di classifica perché rispetto a noi non ha partecipato a nessuna competizione europea. La Lazio è stata penalizzata dagli impegni in Europa League, ma al tempo stesso questi hanno dato prestigio alla nostra squadra». Lazio antipatica perché vincente, forse per questo? Lazio prima per nascita (da sempre) e superiore (nuovamente) per classifica, lo dicono la storia e l’attualità. Ventisette anni di distanza e tre punti in meno in classifica, non tutti i sorpassi riescono. Lazio davanti alla Roma, Lazio europea, proiettata su tre fronti nonostante impegni multipli e difficoltà varie: l’ha ricordato Lotito ai gufi e ai disattenti. E’ iniziato il derby, l’ha acceso il presidente della Lazio esibendosi in televisione, parlando a Sport Mediaset. In verità la prima battuta, non proprio elegante, se l’era concessa Totti nei giorni scorsi e i laziali non l’avevano digerita. Lotito sa usare i tempi comici, è un fine battutista, l’ironia gli appartiene, meglio non sfidarlo.

L’ORGOGLIO – Il patron biancoceleste non si cura dei rivali, preferisce rivendicare con orgoglio le origini biancocelesti, affondano le radici nel lontano 1900. Lotito ha solleticato la Roma riferendosi a dati di fatto incontrovertibili. Sono partiti gli sfottò, fanno parte del gioco, non se la prenda nessuno. Il presidente laziale sogna un grande derby, ha vinto gli ultimi tre, punta al quarto. Nelle stagioni recenti la sua Lazio ha chiuso il campionato stazionando sopra la Roma. La squadra lo soddisfa, a lei augura un finale di stagione felice, vincente: «Siamo in finale di Coppa Italia e ora avremo tante partite importanti, speriamo che i fattori imponderabili possano non risultare avversi nei nostri confronti. La squadra, per quello che ha dimostrato in questa stagione, meriterebbe di perseguire qualcosa di importante». Parla della Lazio, il presidente Lotito. La Roma non è nei suoi pensieri, gli incubi semmai li avranno gli altri. Le battute, i botta e risposta, catalizzano ogni derby, ogni vigilia, ogni marcia di avvicinamento all’evento. La Lazio vivrà una settimana diversa, è impegnata in Europa a differenza dei giallorossi, giocherà giovedì sera a Istanbul, è in ballo la conquista delle semifinali. La Lazio ha i giorni impegnati, non ha tempo da perdere.

IL PASSATO – Non sono così antipatici i laziali, tutt’altro. Sanno essere simpaticissimi, sanno divertire in campo e fuori. Ogni derby si porta dietro gli sfottò coloriti: nell’aprile 2011, durante un collegamento televisivo, Lotito non risparmiò battute nei confronti di Di Benedetto, a quel tempo era presidente della Roma. Cadde la linea con lo studio, al ritorno in diretta il patron laziale mimò Alberto Sordi nel film cult “Un americano a Roma”: «Americà, me senti? Americà, me senti? One, two, three, four…». Il sorriso, ai laziali, non manca mai. Dal 1900.

 

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy