Lotito alza la posta, “Voglio tutto”

Lotito alza la posta, “Voglio tutto”

 Ha ritrovato slancio e blindato Petkovic, che sta trascinando la Lazio verso una stagione di gloria. Secondo alcune indiscrezioni, il Borussia Dortmund avrebbe pensato al tecnico di Sarajevo qualora Klopp mollasse a fine stagione. La pista ha perso consistenza per due motivi: Klopp non lascerà il Borussia e Petkovic, se…

 Ha ritrovato slancio e blindato Petkovic, che sta trascinando la Lazio verso una stagione di gloria. Secondo alcune indiscrezioni, il Borussia Dortmund avrebbe pensato al tecnico di Sarajevo qualora Klopp mollasse a fine stagione. La pista ha perso consistenza per due motivi: Klopp non lascerà il Borussia e Petkovic, se anche fosse stato contattato, non tradirà la Lazio. Si sente legato da un debito di riconoscenza, perché Lotito e Tare gli hanno dato l’opportunità e l’occasione di allenare nel campionato italiano: non andrà via in anticipo. Molto più aperto il discorso relativo al possibile prolungamento di un contratto in scadenza 2014. Lotito, ieri a Milano, è stato sollecitato sul tema della panchina biancoceleste. Gli hanno chiesto
«Petkovic l’ho scelto e qui resta: pronti a rinnovare Diakitè? Vedremo nelle sedi preposte. Cavanda? Era nella Primavera…»se avesse paura di perdere Petkovic e ha risposto così.  «Non ho paura di nulla. Parto da un presupposto diverso, Petkovic nella prossima stagione non ha le condizioni per poterlo fare perché è sotto contratto e in questo caso può dipendere solo dalla nostra, cioè dalla mia volontà. Lo ritengo una persona altamente corretta, un professionista serio, non metterà mai in difficoltà la società. Per il prosieguo del nostro rapporto la società è disponibile a rinnovare ulteriormente il contratto, lo abbiamo scelto contro tutti, lo abbiamo difeso e sostenuto quando era criticato. Lo abbiamo scelto noi Petkovic» . Di fronte ai corteggiamenti di altri club, Lotito ha sfruttato l’occasione per inviare un messaggio al mondo del calcio.  «Consiglierei ai miei colleghi di rispettare le regole, le norme e non importunare persone che sono sotto contratto con altre società… Mi avete chiesto se ho paura che mi portino via Petkovic. Io non lo so o faccio finta di non sapere» .

SCADENZE – Diakitè pare vicinissimo ad un accordo con il Napoli. Lotito sta preparando un’altra battaglia legale e non l’ha nascosto, ne ha parlato in modo esplicito.  «Ha fatto? Non lo so. Chiedetelo a Diakitè, non a me, oppure chiedetelo a De Laurentiis. Dal primo febbraio può sottoscrivere contratti. Anche qui ci sarà da stabilire cosa sia successo durante il percorso. Lo vedremo nelle sedi preposte» . Linea dura con Cavanda. Non ha accettato la proposta di rinnovo, è stato messo fuori rosa.  «Con tutti gli atleti che abbiamo, ci dobbiamo preoccupare dei singoli calciatori? Cavanda sino a ieri giocava nella Primavera… Nella vita tutti sono utili e nessuno indispensabile» . Stallo per Zarate, il mercato ucraino si chiude a giorni, ma non s’è ancora imbarcato per Kiev. A fine gennaio lo cercava la Dinamo.  «Come sta Zarate? Non lo so, non faccio la balia a Zarate. Zarate sta bene» .

TRAGUARDI – Più intrigante la risposta finale, arrivata dopo un discreto pressing, sugli obiettivi inseguiti dalla Lazio. Lotito ha fame come Petkovic. Preferirebbe chiudere al terzo posto o vincere l’Europa League? Lotito non ha avuto esitazioni nel rispondere:  «Meglio tutto» . La reazione con il Borussia Moenchengladbach è arrivata dopo il crollo di Siena e una serie di confronti all’interno dello spogliatoio. Lotito era contento:  «S’è vista una Lazio compatta, determinata, la prestazione di Siena non era compatibile con i nostri valori. Ognuno ha fatto quello che doveva, i vari interpreti hanno messo la squadra in condizione di esprimersi. Abbiamo degli obiettivi, vediamo se li concretizzeremo. Ora navighiamo a vista, siamo in finale di Coppa Italia, negli ottavi di Europa League, poi vedremo il campionato» . Tre accoltellati a Roma prima della partita con il Borussia,pende sull’Olimpico una squalifica con la condizionale, ma non sarebbe giusto se la società pagasse per reati compiuti lontano dallo stadio e non controllabili.  «Se un delinquente compie un reato, non è ascrivibile alla società o alla tifoseria. Non sono in grado di tutelare qualsiasi individuo che circola a Roma, una città di 6 milioni di abitanti» .

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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