Lotito apre ad Huntelaar

Lotito apre ad Huntelaar

ROMA – Cavalca le ambizioni, non mitiga le indiscrezioni. Presidente Lotito, è vero che fa la corte a Huntelaar? «La Lazio prende informazioni su tutti i giocatori forti, su quelli che rispondono ai nostri requisiti». Se la domanda viene formulata quattro volte e il patron non pronuncia una sola parola…

ROMA – Cavalca le ambizioni, non mitiga le indiscrezioni. Presidente Lotito, è vero che fa la corte a Huntelaar? «La Lazio prende informazioni su tutti i giocatori forti, su quelli che rispondono ai nostri requisiti». Se la domanda viene formulata quattro volte e il patron non pronuncia una sola parola di smentita, evidentemente l’accostamento con l’olandese non gli dispiace. Lotito declina le regole per diventare biancoceleste e sventola l’operazione Klose. Potenzialità, moralità, compatibilità economica: sono i comandamenti dettati dal proprietario. «C’è stato un periodo in cui i giocatori scappavano da questa società. E ce n’è un altro in cui gente come Klose sposa la nostra causa». Chiamata velata, ma neanche troppo, all’attaccante dello Schalke 04: su Huntelaar – che è in scadenza di contratto – si sta muovendo mezza Europa, la Lazio può giocarsi le sue carte proponendo al Cacciatore un contratto lungo, costellato di bonus. L’insidia numero uno si chiama Atletico Madrid: gli spagnoli finiranno per perdere Falcao, l’Orange è uno dei papabili sostituti.

DIAKITE’ – Lotito di fronte alle rivali – nel novero anche Chelsea e Zenit – non si scompone, evita promesse, ma ha lo sguardo vispo mentre il nome di Huntelaar gli viene riproposto. Continua a fare appello alle sue certezze anche quando affronta un altro tema caldo: martedì il procuratore di Diakitè si è detto fiducioso sulla possibilità di un punto d’incontro per il rinnovo, il presidente cita la «parabola del figliol prodigo» per non inasprire il clima, ma giura che non si piegherà, se il francese non cambierà atteggiamento. «Quello assunto da Diakitè è sbagliato, noi gli abbiamo dato molto, sia in termini di crescita professionale che di dimostrazioni d’affetto e sostegno. Quando era alle prese con un brutto infortunio io stesso gli sono stato vicino, abbiamo creduto in lui anche quando alcuni allenatori non lo vedevano». Lotito lo prenderebbe come un tradimento, si aspetta che il ragazzo faccia retromarcia, accetti il contratto da circa 750 mila euro che gli ha proposto: «In estate ha rifiutato tante destinazioni, erano arrivate richieste dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Russia, dal Genoa e dallla Fiorentina. A quanto ne so io Juve, Inter e Milan non sono interessate, lui deve riflettere e non fare come quel figlio che rinnega il genitore. Speriamo che sia stato solo un momento di sbandamento, noi siamo pronti ad abbracciarlo, ma sempre nel rispetto delle regole. Quelle le fa il club, nessun altro. O si adegua oppure…»

SUPERSFIDA – Rivendica le sue mosse, Lotito, e mentre la sponda del Tevere che tifa Lazio si avvicina con l’entusiasmo alle stelle alla sfida contro il Milan all’Olimpico, il presidente prova a tenere i piedi per terra: «Sabato mi aspetto di vedere una finale, mi basterebbe vedere la Lazio di Pescara. Il fatto che la classifica ci dia favoriti non mi sorprende, semmai mi preoccupa. Il Milan non va temuto solo perché è ferito, noi dobbiamo restare umili di fronte a qualunque avversario, figuriamoci contro un avversario così forte. Per il terzo posto non firmo, ma non è supponenza, voglio che la Lazio arrivi dove merita». Spunta un sassolino, ha il nome di Candreva, Lotito lo lancia dalla scarpa: «Quando è arrivato mi accusavano di aver preso uno che tifava per un’altra squadra e che non era all’altezza…»

CdS

Simone Davide

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