Lotito duro:”Così non va”

Lotito duro:”Così non va”

Non si può essere contenti se si pensa in grande. Lotito ha bacchettato la Lazio: «La squadra è sembrata poco aggressiva, la concentrazione è fondamentale, a Bologna non abbiamo giocato al massimo. Non è stata una prestazione da Lazio. Tra le motivazioni ci metto la temperatura, ma anche il fatto…

Non si può essere contenti se si pensa in grande. Lotito ha bacchettato la Lazio:  «La squadra è sembrata poco aggressiva, la concentrazione è fondamentale, a Bologna non abbiamo giocato al massimo. Non è stata una prestazione da Lazio. Tra le motivazioni ci metto la temperatura, ma anche il fatto che la squadra è stata poco pugnace e troppo timida. Ci manca una mentalità vincente» Il presidente non è stato tenero nel dopo partita, concetto ribadito dal ds Tare:  «Dobbiamo essere più cinici, per stare nelle posizioni più alte della classifica
Deluso anche il ds Tare: «Dobbiamo essere più cinici e avere maggiore continuità. Queste partite vanno vinte»queste partite bisogna vincerle. Dobbiamo cercare di avere più continuità. I campionati non si decidono a dicembre, siamo in serie positiva da tempo, l’importante è trovare lo spirito che occorre per portare a casa punti anche da questi campi. Contro l’Inter sarà uno spareggio, dobbiamo vincere» . Tare si tiene stretto il punto, ma sperava nel bottino pieno:  «Vedendo com’è andata la partita possiamo essere contenti. Nel primo tempo siamo stati abbastanza bravi, ci è mancato un po’ di cinismo, ricordo l’occasione di Biava. Nel secondo tempo non siamo scesi in campo con lo spirito giusto» . Al diesse non è piaciuta la seconda fase, s’aspettava una Lazio più cinica, più determinata. Ora c’è da pensare all’Inter:  «La partita con l’Inter sarà molto importante per il nostro cammino, se vogliamo andare in Champions dobbiamo vincerla, ci dobbiamo esaltare, dobbiamo vincere anche per i tifosi» , ha detto il dirigente biancoceleste a Lazio Style Channel. Ha fatto i complimenti a Ciani, sta crescendo, lo ha scelto lui:  «Roma è una città molto esigente, Ciani è un giocatore esperto, aveva solo bisogno di trovare i giusti equilibri in un Paese nuovo, in un calcio nuovo, con una lingua e una cultura diversi. Mi fa piacere, sta dimostrando il suo valore, può stare in questa squadra. E’ un bravissimo ragazzo, dà l’anima sempre» .

MARCHETTI – E’ tornato Marchetti, ha blindato la porta. Ma la Lazio ha perso i gol in trasferta, non li trova dal 7 ottobre. Federico difende gli altri attaccanti:  «Miro è un giocatore fondamentale, ma anche quando non c’è stato lui in passato abbiamo giocato buone partite come contro il Milan l’anno scorso o a Maribor, è un caso che a Bologna
Marchetti: «Sapevamo che sarebbe stata dura Un punto a Bologna può essere accettato Ora battiamo l’Inter»non abbiamo fatto gol» . E’ stata una notte difficile, la Lazio non s’aspettava i tappeti rossi a Bologna:  «Sapevamo che sarebbe stata una gara difficile, il Bologna in casa è molto pericoloso. Avremmo dovuto sfruttare le occasioni create, ma non ci siamo riusciti. Un punto a Bologna è un buon risultato, muove la classifica» . Niente calcoli nello spogliatoio, non si guardano le squadre che stanno davanti né quelle che inseguono e il destino della Roma non riguarda la Lazio:  «La Roma? Noi guardiamo in casa nostra, non guardiamo la classifica degli altri, non facciamo conti pensando agli avversari altrimenti ci distraiamo» . Il rientro di Marchetti è una grande notizia, ha salvato il risultato e contro l’Inter ci sarà:  «Sono contento, ho dato una mano alla squadra, il punto non è da buttare via. Il Bologna si è sbloccato, da un mese va bene. Loro sono bravi sulle ripartenze, sanno sfruttare i calci piazzati, in casa sono temibili. E’ un peccato non aver vinto, questo sì, ma il pareggio va bene lo stesso» .

L’INTER –  Sabato si giocherà l’anticipo contro i nerazzurri, i biancocelesti puntano al massimo, andranno in campo per vincere, sarà uno scontro diretto delicatissimo e pesantissimo:  «Vincendo contro l’Inter ci attacheremmo al carro delle prime, in classifica non siamo messi male, ce la giocheremo alla parti, siamo consapevoli della nostra forza» . Marchetti e la Nazionale, una vecchia storia, una speranza che non muore mai. Federico ci spera, sta meritando la richiamata, prima o poi dovrà arrivare. Deve continuare così, nell’ultimo anno ha subito tre infortuni muscolari, spera di non fermarsi più. La Lazio ha bisogno di lui:  «Ci spero da un anno e mezzo, la Nazionale è nei miei pensieri sempre. Gli errori degli altri portieri? Non è bello parlare dei colleghi, una volta sbaglio io, un’altra sbagliano gli altri. Non ha senso ragionare così, non serve, non porta a nulla. Io spero sempre nella chiamata di Prandelli, devo fare bene con la Lazio, il resto verrà da solo» .

Il Corriere dello SPort

Cittaceleste

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