Lotito non cambia e concede altro tempo a Vlado

Lotito non cambia e concede altro tempo a Vlado

ROMA – Ha dato altro tempo a Petkovic. Si fida del suo allenatore, ma soprattutto dell’organico della Lazio. Non avrebbe senso far pagare al tecnico bosniaco la sconfitta con il Genoa, dice il presidente. Nove indisponibili, due rigori non concessi dall’arbitro Tommasi, tre o quattro occasioni limpide sprecate nel primo…

ROMA – Ha dato altro tempo a Petkovic. Si fida del suo allenatore, ma soprattutto dell’organico della Lazio. Non avrebbe senso far pagare al tecnico bosniaco la sconfitta con il Genoa, dice il presidente. Nove indisponibili, due rigori non concessi dall’arbitro Tommasi, tre o quattro occasioni limpide sprecate nel primo tempo. «Avete visto tutti la partita» erano state le sue parole domenica pomeriggio nel garage dello stadio Olimpico. Quando risponde così, significa che non sta scaricando le colpe sull’allenatore. E un’ora dopo, al telefono, ci aveva spiegato di non considerare in discussione Petkovic. Almeno per il momento. «Petkovic rimane. Ragiono in maniera pratica. Recuperiamo tutti gli infortuni. E poi vediamo cosa succede. Un ragionamento immediato è sbagliato e poi la squadra è con l’allenatore» . Lotito al telefono faceva la conta degli indisponibili: Biava, Novaretti, Dias, Konko, Lulic, Biglia, Hernanes e Mauri. «Nove potenziali titolari» . Basterebbe aggiungere un portiere e un attaccante per avere una squadra di serie A. Il senso non cambia. I momenti più duri della crisi sono stati attraversati da Petkovic dopo la doppia sconfitta con la Juventus di inizio stagione e in seguito al ko di Bergamo. Dai confronti con i dirigenti e con la squadra, Vlado ne è uscito fortificato. La Lazio, anche nel deprimente secondo tempo di domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, ha dimostrato di seguirlo sul campo, di provare a interpretare il suo calcio, forse troppo pretenzioso. Non si può chiedere il pressing o di coprire una larga fetta di campo a centrocampisti come Ledesma, abituato a stazionare davanti alla difesa, oppure ad Hernanes, che ama il fraseggio e il ricamo con il pallone tra i piedi. Non sono podisti, dovrebbero giocare secondo caratteristiche. E un anno fa Petkovic aveva ottenuto i migliori risultati proprio facendo un passo verso la squadra. Negli ultimi mesi, invece, si è messo a inseguire il proprio modello di calcio.

 

Con risultati alterni. Va bene una volta. Con gli interpreti giusti e con una buona condizione fisica. Può andare male alla terza partita in una settimana se non copri bene il campo. Prima di sottolineare l’errore di Cavanda nella marcatura di Kucka bisognerebbe osservare il vuoto tra la linea di centrocampo e la difesa quando Fetfatzidis s’è infilato per vie centrali e ha risucchiato Radu fuori dall’area. Ledesma era salito nel tentativo di recuperare palla sulla trequarti del Genoa. Tre mediani per non averne neppure uno davanti ai due difensori centrali. Questo è successo domenica e non è la prima volta. A San Siro la Lazio non aveva attaccato per tutto il primo tempo, perché Ledesma ed Hernanes erano in apnea e avevano perso quasi tutti i duelli con Muntari e Montolivo. Passando al centrocampo a tre, Petkovic aveva cambiato la partita. Sinora non ha trovato una quadratura del cerchio, un assetto stabile, una formazione tipo. Indispensabile recuperare gli infortunati. Per questo motivo Lotito gli concederà altro tempo, non ammettendo più nuovi passi falsi. Decideranno i risultati per il tecnico bosniaco, sapendo anche che non ci sono al momento alternative considerate attraenti dalla società per il ribaltone.

Corriere dello Sport

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