Lotito prosciolto dall’accusa di aggiotaggio (Il Tempo)

Lotito prosciolto dall’accusa di aggiotaggio (Il Tempo)

IL TEMPO L’aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l’omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano. Questa la decisione adottata dalla Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione per Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma, accusati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza…

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L’aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l’omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano. Questa la decisione adottata dalla Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione per Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma, accusati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza per la vicenda della compravendita dei titoli della Lazio risalente al 2005.
I fatti sono noti e vengono ricordati all’interno delle motivazioni della sentenza della Cassazione, depositate lo scorso 30 dicembre. «Lotito, già in possesso del 26,969 per cento del capitale sociale della Lazio acquisito nel 2004, dà vita nel 2005 a un’operazione che lo avrebbe condotto ad impadronirsi del 14,6 percento delle azioni detenute da Capitalia, attraverso quello che i giudici hanno ritenuto un vero e proprio artifizio». L’acquisto viene concluso il 30 giugno 2005 «da Roberto Mezzaroma, zio di Cristina moglie del Lotito, il quale aveva ricevuto provvista pari a circa 4 milioni di euro dallo stesso Lotito», che riacquista poi le azioni il 31 ottobre 2006 ritardando «il lancio dell’OPA totalitaria sul resto delle azioni al prezzo fissato dalla Consob», come previsto dalla legge «una volta superato il limite del 30 per cento del capitale sociale».
Per queste accuse Lotito era stato condannato a 18 mesi di reclusione e 40 mila euro di multa dal giudice di appello, una pena revocata dalla Cassazione. «La sentenza impugnata va annullata senza rinvio – si legge nelle motivazioni – per estinzione dei reati di manipolazione del mercato e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche dovuta al maturarsi della prescrizione, nonché col rinvio, limitatamente al profilo della rideterminazione del trattamento sanzionatorio, in relazione al reato di omessa alienazione di partecipazioni». Dunque Lotito deve aspettare la rideterminazione della pena da parte del giudice di appello: «Correttamente – scrivono i giudici della Cassazione – la corte ha affermato la responsabilità del Lotito per il reato di omessa alienazione di partecipazioni». Il processo non è ancora finito.

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