Lotito,siluro contro Abodi

Lotito,siluro contro Abodi

Comincia una lunga e velenosa settimana elettorale. Le prime avvisaglie si sono avute ieri con una intervista di Claudio Lotito a Radio 24. “Grande elettore” di Maurizio Beretta, il presidente della Lazio ha sacrificato sull’altare della presidenza della Lega di A un vecchio rapporto con Andrea Abodi, che gli consentì,…

Comincia una lunga e velenosa settimana elettorale. Le prime avvisaglie si sono avute ieri con una intervista di Claudio Lotito a Radio 24. “Grande elettore” di Maurizio Beretta, il presidente della Lazio ha sacrificato sull’altare della presidenza della Lega di A un vecchio rapporto con Andrea Abodi, che gli consentì, all’epoca dell’acquisto del club, di costruire qualche utile relazione. «Chi vuole essere eletto deve essere libero da impegni», ha tuonato il presidente della Lazio, sottolineando che le dimissioni di Abodi non sono state ratificate dall’assemblea della Lega di B.
Replica Abodi: «Le dimissioni che ho presentato sono irrevocabili. Non mi sono lasciato alle spalle vie di fuga, poi se i presidenti della B nutrono nei miei confronti sentimenti di stima, mi fa piacere». Ma Lotito accusa Abodi anche di essere poco autorevole, nonostante gli anni alla presidenza della Lega di B e quelli nel consiglio di amministrazione della Coni Servizi. La Lega di A proverà a eleggere il presidente giovedì prossimo: operazione non semplice visto che per raggiungere l’obiettivo è necessario il consenso dei due terzi dei presidenti, cioè quattordici voti. Oggi, invece, sicuramente rinnoveranno le cariche la Lega Pro e la Dilettanti. Le regole elettorali sono diverse rispetto a quelle della Lega di A e per la Dilettanti, poi, il candidato è unico: Carlo Tavecchio, presidente uscente. In Lega Pro, invece, ai nastri di partenza si presenteranno in due, una situazione in qualche misura nuova perché a Firenze non si vota su candidature contrapposte da ben ventidue anni. All’epoca riuscì a prevalere Giancarlo Abete, rappresentante del rinnovamento. Adesso in quelli che furono i panni di Abete si presenta Gabriele Gravina, che cercherà di togliere la poltrona a Mario Macalli, presidente uscente.

Il Corriere dello Sport

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