Luci a San Siro

Luci a San Siro

È tutta una partita di poker, questo Milan-Lazio. Una mano che Petkovic in cui ha deciso di attaccare: il gioco potrebbe deciderlo lui, eppure non aspetta le mosse dall’altra parte del tavolo. Vincere, altro che calcoli. E pazienza se bisogna indietro fino al 1989 per capire quanto difficile sia la…

È tutta una partita di poker, questo Milan-Lazio. Una mano che Petkovic in cui ha deciso di attaccare: il gioco potrebbe deciderlo lui, eppure non aspetta le mosse dall’altra parte del tavolo. Vincere, altro che calcoli. E pazienza se bisogna indietro fino al 1989 per capire quanto difficile sia la serata. «Perché ogni squadra in fondo ha un tabù da sfatare. Noi a Milano andiamo per tornare indietro con tre punti», dice. E allora, più che tabù, basta rileggere il campionato della Lazio: le trasferte «europee» finora sono state un problema. L’Europa in senso lato, quella che verrà, quella da conquistare in campionato, per intendersi: lontano dall’Olimpico, negli scontri diretti contro le rivali dirette, la Lazio non ha mai vinto. Nell’ordine Napoli, Fiorentina, Catania, Juventus: tre sconfitte e un pareggio. «Ma a Torino facemmo benissimo e anche in trasferta contro il Tottenham abbiamo dimostrato il nostro valore», rivendica il tecnico.

Sogno o realtà?
E allora sotto con un esame di maturità a marzo. Fuori stagione? Macché: «Siamo in un buon momento, faremo una grande gara», ancora Petkovic. Spocchia o consapevolezza, bluff o reale tris in mano: il match di stasera dirà la verità. Tanto il ritornello è sempre quello: «Vogliamo dominare la partita». E pazienza se la conta degli infortunati intristisce un po’. Floccari recupera e gioca: occhio, perché al Milan ha fatto gol giù due volte. Dentro Pereirinha: debutto da titolare da brividi, ma Petkovic lo lancia così: «Ci darà soddisfazioni da qui fino alla fine del campionato». Il punto è un altro. Un girone fa Petkovic, in un forum in Gazzetta prima di Lazio-Milan, rivelò di sognare una squadra che fosse in grado di fare a meno di qualsiasi singolo. Con il Pescara, finalmente, la Lazio è riuscita a vincere senza il totem Klose: «Ma era l’ultima cosa che mi preoccupava — fa l’allenatore —. Certo, lui è un punto fermo, ma anche senza di lui abbiamo fornito ottime prove».

Paura? Loro sì
L’esame vero però è stasera, il Pescara non si offenda. Petkovic rilancia, il poker si fa serio: «Siamo più forti del Milan, la classifica dice questo. Abbiamo meritato sul campo i due punti in più». Nessun alibi ai giocatori, solo la spinta per il primo successo in un testa a testa esterno. Che vorrebbe dire distanziare il Milan di altri…4 punti, cioè 3 più il confronto diretto a favore. «Vincendo li staccheremmo in classifica, ma sarà lotta dura fino alla fine». Senza paura? Non proprio: «Un po’ di paura l’avranno loro», ribatte Petkovic. E guai a dirgli che il Milan qualche carta vincente in mano pensa di averla: «Sono i più in forma, ma non imbattibili. Sappiamo come metterli in difficoltà». È come se avesse sbirciato le carte dell’avversario, come se ne conoscesse le debolezze. E vincere col bluff a casa del Diavolo, sarebbe una soddisfazione doppia.

La Gazzetta dello Sport

cittaceleste

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