Lulic, talento da ritrovare

Lulic, talento da ritrovare

Che fine ha fatto Lulic? Lunedì sera se ne parlava anche a Bologna, dove chiedevano perché l’esterno di Mostar, vera sorpresa della passata stagione, fosse finito in panchina. Eppure Petkovic è proprio il suo maestro, il tecnico che contribuì a farlo esplodere ai tempi del Bellinzona (serie B svizzera) e…

Che fine ha fatto Lulic? Lunedì sera se ne parlava anche a Bologna, dove chiedevano perché l’esterno di Mostar, vera sorpresa della passata stagione, fosse finito in panchina. Eppure Petkovic è proprio il suo maestro, il tecnico che contribuì a farlo esplodere ai tempi del Bellinzona (serie B svizzera) e poi capace di portarlo allo Young Boys. Il ds Tare se ne innamorò, incantato dalle sue progressioni devastanti nei preliminari di Champions con il Tottenham, estate 2010. Un fenomeno con Reja, un giocatore normale quest’anno. A Maribor, pochi giorni fa, a domanda precisa il bosniaco ha risposto in modo evasivo,
Le cause del malessere: ha bisogno di un rodaggio lungo per entrare in forma, non è più imprevedibile e gli serve tutta la fasciapreferendo non approfondire. Petkovic spera di rivederlo irresistibile e graffiante sabato con l’Inter. Complice il recupero incerto di Konko, Lulic potrebbe tornare titolare. E tutti sperano di restare abbagliati. Ma un dato è innegabile: sinora nessuno l’ha visto volare come succedeva nel passato campionato. Discreto in alcune prestazioni, mai travolgente. Perché? E quali sono i motivi che ne hanno prodotto il ridimensionamento?

CONDIZIONE – Petkovic spesso l’ha definito un diesel. Vero. Anche all’impatto con la Lazio, Lulic faticò un paio di mesi a trovare la forma e restò nell’ombra sino a metà ottobre, ma Reja vinse il derby d’andata con la Roma sganciandolo nella ripresa. Senad fece sua la fascia sinistra e spaccò la difesa giallorossa con progressioni devastanti, mai viste in questo scorcio iniziale di stagione. Un infortunio alla caviglia riportato in nazionale a settembre gli ha fatto perdere tempo e condizione, soltanto ora sta entrando in forma. Dal punto di vista tecnico non è un fenomeno: sinistro spesso impreciso, per crossare o tirare di solito si porta il pallone sul destro. Se gli togli la corsa e la capacità di lasciare sul posto gli avversari, Lulic diventa un giocatore ordinario. Non ha la stessa qualità di Mauri e Candreva per inventare, non difende come Radu. Ecco perché nelle ultime partite è partito dalla panchina.

RUOLO – Petkovic ne ha tratteggiato le caratteristiche. E’ un polivalente che esprime il meglio quando gli consegni tutta la fascia. Laterale da 3-4-3 o 3-5-2. Da terzino, come gioca in nazionale, si deve sacrificare nella fase difensiva e concede, perché è vulnerabile. Da esterno offensivo (nel 4-1-4-1 o 4-2-3-1) finisce per avere poco campo per sprigionare la progressione: lo aspettano e lo raddoppiano, non lo fanno scattare, gli capita di andare a sbattere sui terzini avversari. E quest’anno non è quasi mai riuscito ad andare al tiro. Petkovic, ai tempi del Bellinzona, lo impiegava da terza punta. Reja lo scorso autunno, dopo l’infortunio di Brocchi, lo inventò mezz’ala sinistra per completare la linea mediana con Ledesma e Gonzalez. Lulic diventò l’arma a sorpresa della Lazio. Da interno partiva e bucava le difese avversarie senza trovare opposizione, alla lunga si trasformò in un attaccante aggiunto: 27 presenze e 4 gol il conto finale in campionato. Petkovic in mezzo ha bisogno di palleggio e non lo ha quasi mai provato. In quel ruolo ha trovato Hernanes e sarebbe una pazzia cambiare. Forse un cambio di modulo potrebe favorire il bosniaco. Chissà che il vero Lulic non torni a incantare con il 3-4-3…

Il Corriere dello Sport

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