Mago Petkovic, Lazio no limits

Mago Petkovic, Lazio no limits

Un inizio così non se lo aspettava neanche lui. Al suo primo campionato italiano Vladimir Petkovic ha infranto qualsiasi pregiudizio. Dopo la vittoria a Marassi contro la Sampdoria, addirittura iniziano ad avanzare paragoni interessanti sulla speciale classifica degli esordienti. Negli ultimi 20 anni in pochi alla prima stagione in A…

Un inizio così non se lo aspettava neanche lui. Al suo primo campionato italiano Vladimir Petkovic ha infranto qualsiasi pregiudizio. Dopo la vittoria a Marassi contro la Sampdoria, addirittura iniziano ad avanzare paragoni interessanti sulla speciale classifica degli esordienti. Negli ultimi 20 anni in pochi alla prima stagione in A hanno fatto meglio di Petko: José Mourinho staccò le prime 18 giornate a 41 punti nel 2008/09, l’anno dopo Leonardo al Milan ne totalizzò 37, uno solo in più di Petkovic. Ma un conto è arrivare in Italia da Special One, o essere abituati a grandi sfide, un altro è arrivare con l’etichetta dello sconosciuto. A lui sembra divertire, tanto «i bilanci si faranno alla fine». Ma la Lazio in generale sembra soffrirla un po’, tanto che ieri Mauri dal suo sito ha tuonato: «Secondi in classifica, adesso vediamo se cominciano a parlare anche di noi…». Intanto vincendo con il Cagliari nella prima del nuovo anno, Petkovic eguaglierebbe i 39 punti del secondo scudetto targato Eriksson . Anche allora la sfida era con la Juve, sebbene le analogie non piacciano molto a Petko che continua a ripetere: «Solo la Juve può essere l’anti-Juve». Capovolgendo il ragionamento: «La Lazio non deve temere nessuno, soltanto se stessa».

LA BUSSOLA La sua Lazio sembra finalmente aver trovato la bussola vincente. Due le gare spartiacque di questi primi cinque mesi di Petkovic: Lazio-Milan 3-2 del 20 ottobre e Catania-Lazio 4-0 del 4 novembre. Nella prima sfida l’Italia si accorse del calcio spettacolare di Petkovic, una Lazio troppo bella per durare e che spesso finiva per concedere i secondi tempi. Non era quello il modello-Petko. Il bruttissimo 4-0 di Catania fu
invece una presa di coscienza per archiviare esperimenti come il centrocampo leggero che penalizzò anche a Napoli. Dalla debacle siciliana Petkovic non ha più perso e la sua Lazio si è mostrata finalmente per quella che è: solida, che se va in vantaggio difficilmente viene recuperata (10 vittorie su 11 sono arrivate così) e imperforabile. Intanto splende la striscia positiva di 7 gare, che somiglia molto a quella di Delio Rossi nel 2006 di 11 partite senza perdere. Allora la Lazio chiuse il campionato al terzo posto che valse l’accesso in Champions League, accesso che i biancocelesti hanno sfiorato nelle ultime due stagioni con Reja salvo poi ceder sul filo di lana all’ Udinese . Quest’anno ci riprova Vlado e le premesse fanno ben sperare.

TuttoSport

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