Mai così veloce e insegue Rossi

Mai così veloce e insegue Rossi

ROMA – Ha l’esperienza garantita da quarant’anni di calcio, forse non l’appeal e l’immagine di tanti allenatori rampanti, cresciuti senza gavetta. C’è chi lo critica o lo mette in discussione, ritenendo non possa essere l’uomo giusto per il futuro della Lazio. Basterebbe studiare e leggere i numeri per sgretolare i…

ROMA – Ha l’esperienza garantita da quarant’anni di calcio, forse non l’appeal e l’immagine di tanti allenatori rampanti, cresciuti senza gavetta. C’è chi lo critica o lo mette in discussione, ritenendo non possa essere l’uomo giusto per il futuro della Lazio. Basterebbe studiare e leggere i numeri per sgretolare i pregiudizi, senza banalmente ricordare altri due aspetti: conosce l’ambiente in cui opera, i pregi e i difetti di Lotito, dote indispensabile per garantirsi lunga vita a Formello. E soprattutto dai primi di gennaio ha cominciato a lavorare, sostenuto sul campo da Alberto Bollini, con l’idea di impostare e studiare il nuovo ciclo. Cambiare ancora guida tecnica, significherebbe perdere i primi sei mesi del 2014, brutti dal punto di vista delle contestazioni, molto meno sul campo. Quando Reja è tornato a Formello la Lazio stava rischiando di sprofondare nella lotta per non retrocedere. Ora, senza Hernanes, continua a inseguire l’Europa League. Il traguardo resta complicato, ma almeno è stata scalata qualche posizione in classifica e sono stati cancellati gli spettri della serie B. Non è poco, considerando come stava la squadra biancoceleste a Natale. 

 

60 VITTORIE – Battendo il Parma con il gol all’ultimo respiro di Candreva, Edy ha centrato la sessantesima vittoria alla guida della Lazio, contando ovviamente l’esperienza nel biennio tra il 2010 e il 2012. Un bel traguardo e una media di tutto riguardo: 60 vittorie in 124 partite significa averne vinte di fatto una su due. Da quando è stato richiamato da Lotito il bilancio parziale recita 8 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte comprese Coppa Italia ed Europa League. Il ruolino di marcia in campionato è migliore: 7 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte in 14 giornate. Una vittoria ogni due partite. Petkovic era stato esonerato alla diciassettesima giornata e aveva totalizzato 20 punti. La Lazio di Reja ne ha conquistati 25 alla media di 1,78 per partita. L’analisi dei precedenti segnala la notizia principale: Edy non era mai andato così veloce, neppure nei due campionati in cui era arrivato a un passo dalla qualificazione Champions (1,74 di media nel 2010/11 e 1,60 nel 2011/12). Quella era una Lazio più forte e in salute della squadra che sta allenando adesso.

SPERONE
– Dal punto di vista statistico, per numero di panchine (124), Reja oggi è il settimo allenatore di sempre nella storia della Lazio. Ha appena scavalcato Zeman. Con le ultime sette giornate di campionato, chiuderà la stagione a quota 131, superando Mario Sperone (128), il torinese che aveva allenato la Lazio tra il 1948 e il 1951 e poi nel 1953/54. Un’altra epoca. Edy se n’era andato due anni fa dopo aver appena superato una leggenda come Bob Lovati (105 panchine con la Lazio) e Roberto Mancini, fermo a 102. Un traguardo prestigioso, perché era già entrato tra i primi dieci di sempre e se riuscisse nell’impresa di qualificarsi ai preliminari di Europa League nella prossima stagione avrebbe la possibilità di avvicinarsi o superare Delio Rossi, che nel 2009 aveva concluso il suo quadriennio biancoceleste con 183 partite. Un altro segno della continuità di solito garantita da Lotito ai suoi allenatori. Dino Zoff, il mito, con 202 panchine è l’allenatore con il maggior numero di presenze alla guida della Lazio. Precede Juan Carlos Lorenzo (196), Tommaso Maestrelli (189) e Sven Goran Eriksson (188): la storia.

Corriere dello Sport

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