Mai più su campi così

Mai più su campi così

Basta giocare comunque e dovunque. Si sciava e si scivolava a Torino, non si giocava a pallone. Quello non è calcio, non è spettacolo, non è divertimento, quella è una vergogna. Mai più su campi così! E’ la nostra idea, la battaglia che portiamo avanti, l’appello che lanciamo a gran…

Basta giocare comunque e dovunque. Si sciava e si scivolava a Torino, non si giocava a pallone. Quello non è calcio, non è spettacolo, non è divertimento, quella è una vergogna. Mai più su campi così! E’ la nostra idea, la battaglia che portiamo avanti, l’appello che lanciamo a gran voce: lo rivolgiamo ai vertici calcistici e arbitrali. Figc, Lega e Arbitri evitino certi scempi in futuro. Mai più partite così per qualsiasi squadra, mai più gare giocate sulla “gelatina”, su campi innevati e sdrucciolevoli. Saranno anche riscaldati i terreni di gioco moderni, saranno spazzolati dagli addetti specializzati, ma i pericoli sono multipli e ne fa le spese lo
Domenica non c’erano le condizioni minime per garantire la sicurezza e la regolarità: le istituzioni cambino metri di giudizioshow. E’ un azzardo giocare sulla neve, il rischio infortuni è altissimo, l’incolumità dei giocatori va preservata così come lo spirito del gioco. La decisione di giocare non può dipendere solo dal rimbalzo del pallone (come da regolamento), è bene che si valuti tutto attentamente.

LA MORALE – Sicurezza e regolarità: una partita di calcio dev’essere disputata nelle migliori condizioni possibili, climatiche e ambientali. Il pallone non deve solo rimbalzare, deve scorrere regolarmente sul manto erboso e non su una pista sciistica. I calciatori devono potersi muovere senza timori, devono essere in grado di attivare dribbling e serpentine, di scatenare il loro talento, non possono inventarsi slalomisti. E i tifosi hanno il diritto di gustarsi lo spettacolo. Non si tratta di prendere o meno le difese della Lazio (sconfitta) o di mancare di rispetto al vincitore (il Torino). Il problema sta a monte: la gara dell’Olimpico andava rinviata prima del fischio iniziale. La neve cadeva copiosamente, il manto erboso era imbiancato, le linee del campo si individuavano a fatica. I contrasti sono diventati più duri, era difficile tenere a freno l’esplosività, il terreno scivoloso aumentava la velocità d’intervento. L’equilibrio, su certi campi, è ridotto. Il calcio moderno viaggia a ritmi altissimi, basta uno scivolone per farsi male o per far male. E’ condivisibile la lamentela fatta da Lotito a fine partita, questa non è una considerazione di parte.  «Mi ha lasciato meravigliato il fatto che la gara si sia disputata su un campo impraticabile. Non si giocava a calcio, non è stato uno spettacolo di sport. Si è rischiato molto, c’era il pericolo di incorrere in infortuni. E’ una partita che ha snaturato la credibilità del sistema sportivo» , ha detto il presidente biancoceleste al termine del match di domenica. Certo, la protesta poteva essere inscenata prima, ma il senso del discorso non cambia. Il pensiero di Lotito, tra l’altro, è stato condiviso anche da Alessio Cerci del Torino, s’è lamentato pure il vincitore:  «Sbagliato giocare» .

LA DECISIONE – Mai più partite così, lo ripetiamo. I padroni del vapore siano più sensibili e meno ancorati ai regolamenti, si usi il buonsenso. E le società si facciano sentire di più, se vengono ravvisati pericoli escano allo scoperto e chiedano con forza il rinvio delle partite, prevenire è meglio che curare. Su certe decisioni non possono prevalere interessi di nessun tipo, neppure economici e quindi televisivi. Domenica sera erano in programma tre sfide inizialmente: Torino-Lazio, Sampdoria-Inter e Roma-Parma. Il match di Genova era stato rinviato in mattinata, quello di Torino si sarebbe potuto rinviare in serata. Le tv avrebbero avuto in pasto il match di Roma. Il cappio televisivo costituisce un alibi risibile.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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