“Manca la mentalità”

“Manca la mentalità”

Non è colpa del mercato, Lotito non ne vuole sapere. La ricetta è un’altra: serve uno scatto dal punto di vista mentale, è l’unica cura per ricominciare a correre. La Lazio è in finale di coppa Italia, ha raggiunto i sedicesimi di Europa League, in campionato è in piena lotta…

Non è colpa del mercato, Lotito non ne vuole sapere. La ricetta è un’altra: serve uno scatto dal punto di vista mentale, è l’unica cura per ricominciare a correre. La Lazio è in finale di coppa Italia, ha raggiunto i sedicesimi di Europa League, in campionato è in piena lotta per il terzo posto, ma da qualche mese non gira più come prima. Meno brillante, più macchinosa, ha fallito tre partite fondamentali, si tratta di una mini crisi. La squadra vista a Genova ha deluso il presidente, il Milan è in pressing, la zona Champions è a rischio: «Noi dobbiamo acquisire una mentalità vincente – ha spiegato ieri Lotito in Lega – una grande gruppo nei momenti di difficoltà tira fuori il carattere. E’ questa la differenza tra noi e i rossoneri». Ha attaccato la squadra, ha strigliato i suoi negli spogliatoi del Marassi, ma è ancora convinto di avere a disposizione un organico di spessore. La Lazio è una sua creatura, un gruppo in grado di giocarsela contro chiunque, nessun rinforzo avrebbe migliorato la situazione: «Balotelli? È un calciatore di qualità e ha avuto un impatto normale per un giocatore come lui, anche se il secondo gol su rigore potevano segnarlo tutti». C’è bisogno di un atteggiamento diverso, Lotito non ha dubbi: «Contro il Genoa abbiamo preso un gol a venti secondi dalla fine, tutto questo è molto ingenuo. Ecco perché dico che non è un problema di rosa, ma di mentalità vincente che in alcune circostanze non abbiamo». Mancano tante partite, il terzo posto è ancora a portata di mano. È l’obiettivo stagionale, è stato sfiorato per due anni di seguito, è vietato fallire di nuovo. C’è la finale di Tim Cup, senza tralasciare il doppio impegno contro il Borussia che i biancocelesti affronteranno da qui a poche settimane, tante occasioni per riscattarsi. Ma per la Champions è difficile fare previsioni, Lotito preferisce non sbilanciarsi, il sogno è sempre vivo: «Non faccio il mago, non posso saperlo. Pensiamo a noi stessi, non a quello che fanno gli altri. Ma soprattutto iniziamo a metterci nelle condizioni di essere competitivi». È l’ordine del presidente, guai ad abbassare la guardia. Servirà l’aiuto di tutti, la rincorsa è appena iniziata, scatterà contro il Napoli. Mancheranno Hernanes e Klose, le due stelle biancocelesti, con loro in gol la Lazio ha sempre vinto, l’assenza del panzer pesa come un macigno? Non per Lotito: «Abbiamo vinto tante partite anche senza di lui. La competitività non passa solo attraverso il tedesco. Domenica il Genoa mi ha distrutto tre giocatori (e c’è chi ha sempre ironizzato sull’amicizia con il collega Preziosi, ndr). Ma sono abituato a fasciarmi la testa solo dopo che l’ho rotta, vediamo quali sono le problematiche e poi troveremo una soluzione». Non ha digerito l’intervento di Matuzalem su Brocchi, il patron. Non ha protestato, non è sua abitudine farlo, difficilmente parla degli arbitri, non lo ha fatto nemmeno questa volta, ma il fallo del brasiliano meritava il rosso: «Tutti possono sbagliare, l’importante è avere certezza della terzietà e noi siamo sicuri che ci sia. Assistenti di porta? Più occhi comprimono la discrezionalità. Nel complesso l’esperimento sta portando risultati, come tutti i processi innovativi anche questo richiede un po’ di tempo»

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