Manganelli:”Prevedo nuovi casi”

Manganelli:”Prevedo nuovi casi”

Un altro allarme sul calcioscommesse, a farlo suonare è sempre il capo della Polizia: «Non vi dico cosa prevedo che accadrà nei prossimi giorni, altrimenti le notizie oscureranno questa conferenza». Così ieri Antonio Manganelli, nel corso del summit Interpol-Fifa di Roma sul calcioscommesse, ha annunciato nuovi sviluppi circa le inchieste…

Un altro allarme sul calcioscommesse, a farlo suonare è sempre il capo della Polizia: «Non vi dico cosa prevedo che accadrà nei prossimi giorni, altrimenti le notizie oscureranno questa conferenza». Così ieri Antonio Manganelli, nel corso del summit Interpol-Fifa di Roma sul calcioscommesse, ha annunciato nuovi sviluppi circa le inchieste che le procure di mezza Italia stanno portando avanti su partite truccate e scommesse illegali. Che non sono l’unico versante sul quale vigilare, c’è anche quello della violenza negli stadi con auspicio di Manganelli di un «ritorno alla normalità» sulla tessera del tifoso. «Lo ringrazio per quanto ha dichiarato — le parole di Maurizio Beretta, presidente della Lega di A — e soprattutto per lo straordinario lavoro che è stato compiuto in questi anni». Cremona, Bari e Napoli potrebbero aver solo tolto il coperchio, a livello mondiale le combine muovono un’enorme quantità di denaro. «Le scommesse clandestine sono un settore che vale centinaia di miliardi di euro l’anno — ha spiegato Ronald Noble, segretario generale dell’Interpol —. Gli allibratori hanno introiti paragonabili a società come la Coca Cola, con possibilità di riciclare soldi sporchi. Nessun paese è immune». E l’Italia, nonostante sia uno dei 16 paesi che hanno «almeno» una legge in proposito, non fa certamente eccezione. Due anni di inchieste parallele, penali e sportive, hanno minato la credibilità del sistema calcio e le istituzioni sono ancora alla ricerca degli anticorpi per debellare il virus della combine.



«Il nostro unico obiettivo deve essere quello di preservare l’integrità del calcio, una realtà a rischio — le parole del presidente Figc, Giancarlo Abete —. Conviviamo da 20 mesi col fenomeno, ma abbiamo reagito: il calcio ha retto l’urto facendo squadra e rispettando il lavoro degli organi istituzionali». Tutto passa da una riforma che possa adattare le esigenze di protezione del calcio da un’illegalità sempre più difficile da scovare e bloccare. «Dobbiamo migliorare le leggi esistenti a livello nazionale e internazionale — ha aggiunto Abete—. La legge sulla frode sportiva deve essere rafforzata ed estesa, e le sanzioni adeguate all’importanza del business legato al calcio». Da Singapore all’Europa all’Africa, una realtà mondiale che impone leggi efficaci per tutti: «Metteremo a punto un muro così alto — ha concluso Jerome Valcke, segretario generale Fifa — che sarà difficile superarlo».

Il Corriere della sera

Cittaceleste

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