Marchetti anti Cavani, ma….

Marchetti anti Cavani, ma….

Fuori la verità: esiste solo una anti-Juve, il Napoli del bomber irresistibile o la Lazio del miglior portiere del campionato è ancora in corsa? Marchetti contro Cavani è la sfida dentro una sfida fondamentale per la rincorsa scudetto alle spalle dei bianconeri. Con il «vantaggio» di giocare sapendo già il…

Fuori la verità: esiste solo una anti-Juve, il Napoli del bomber irresistibile o la Lazio del miglior portiere del campionato è ancora in corsa? Marchetti contro Cavani è la sfida dentro una sfida fondamentale per la rincorsa scudetto alle spalle dei bianconeri. Con il «vantaggio» di giocare sapendo già il risultato di Torino. Certo, la Lazio è costretta a vincere, dopo due sconfitte consecutive (con Chievo e Genoa) per rimettersi in corsa e provare a limare qualcosa dal -9 attuale nei confronti della prima in classifica. Marchetti i gol finora li ha solo evitati e non ha ancora imparato a farli. Ma senza Klose resta lui l’uomo simbolo della squadra di Petkovic e il più solido totem anti-Juve di questa stagione: in tre partite, fra campionato e Coppa Italia il portiere che giovedì ha compiuto 30 anni e in settimana si è regalato il ritorno in azzurro due anni e mezzo dopo il Mondiale sudafricano, ha fermato Vucinic e soci in ogni modo, con parate efficaci ma anche molto spettacolari. Che ovviamente non sono un trattamento speciale riservato solo alla Juve, nonostante Marchetti sia cresciuto nel settore giovanile del Torino (che lo ha lasciato libero dopo il fallimento): per 13 partite su 24 con lui in porta la Lazio non ha preso gol (9 su 18 in campionato); De Sanctis, suo dirimpettaio stasera e più quotato concorrente come vice Buffon in nazionale, è rimasto imbattuto in 9 occasioni su 26 tra serie A e coppe. Buffon 13 volte su 33. Nessuno come Marchetti quindi, anche se il portierone veneto ha saltato sei partite per qualche acciacco di troppo e ha commesso un errore che poteva costare caro nel derby vinto con la Roma. Petkovic se lo tiene comunque stretto e sa che stasera ha a disposizione solo un risultato: «Vogliamo questa vittoria — sottolinea il tecnico di Sarajevo — . È un punto della stagione molto importante, perché ci dà la possibilità di avvicinarci alle prime due e avere tutte le chance di agganciarle. Leggendo i giornali, entra anche nella mia testa che ci sono solo due candidati per questo titolo: con una vittoria vogliamo dare il segnale che per lo scudetto c’è anche Lazio». Peccato che dall’altra parte ci sia l’attaccante più letale del campionato, 18 gol in 20 presenze, uno ogni 99 minuti (e tre, uno in fila all’altro, contro la Lazio di Marchetti a fine settembre), una clausola rescissoria di 63 milioni di euro e un corteggiamento del Real Madrid che si è fatto serrato e, sperano gli avversari, anche destabilizzante. «Noi sappiamo che lui qui ci sta volentieri — ha sottolineato ieri Paolo Cannavaro — Edi ha sposato in pieno la causa del Napoli e fino all’ultimo giorno, che non si sa qual è, darà tutto per questa maglia. È una persona seria, eccezionale e sta volentieri qui». Cavani, che oggi festeggia la duecentesima partita in A (101 i gol), ha una missione da compiere dalle parti di Fuorigrotta e magari anche in trasferta, considerato che Mazzarri non ha mai battuto la Lazio all’Olimpico in campionato: tenere fino alla fine il Napoli in lotta per lo scudetto, in attesa soprattutto dello scontro diretto con la Juventus del primo marzo, pochi giorni prima del ritorno della sfida di Champions tra i bianconeri e il Celtic Glasgow. La squadra di Conte giocherà nel girone di ritorno fuori casa anche contro la Roma, l’Inter e la stessa Lazio: gli incroci pericolosi che portano dritti allo scudetto sono solo all’inizio. Per fare gli anti-Juve c’è sempre la coda, ma quelli veri si sfidano stasera

Il Corriere della sera

Cittaceleste

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