Marchetti chiede scusa

Marchetti chiede scusa

Prima di tutto le scuse. Perché a Federico Marchetti, portiere della Lazio, quel tiro di Pjanic è rimasto sullo stomaco e perché lui ha capito perfettamente cosa significhi il derby a Roma: «Sono abituato a giocare fuori, a stare un po’ avanti, è questo il mio modo di giocare. Però…

Prima di tutto le scuse. Perché a Federico Marchetti, portiere della Lazio, quel tiro di Pjanic è rimasto sullo stomaco e perché lui ha capito perfettamente cosa significhi il derby a Roma: «Sono abituato a giocare fuori, a stare un po’ avanti, è questo il mio modo di giocare. Però col campo così bagnato ho avuto un eccesso di confidenza, ho rischiato troppo e Pjanic ha fatto gol. Ci sono rimasto di ghiaccio. Per fortuna abbiamo vinto. Chiedo scusa a tutti». E’ stato l’unico momento di appannamento di Federico, testimonial ieri sera (in compagnia della sua Rachele) all’Old Fashion di Milano della presentazione di Soccer Planet, il portale di Federico e Sara Peluso. Marchetti, per quel che sta facendo, meriterebbe forse una nuova chance azzurra. Ma Prandelli continua a ignorarlo: «Io mi impegno al massimo». Non può dire altro. Intanto, però, si consola con la Lazio che sta facendo benissimo. «Il derby mi porta bene, ne ho vinti tre di fila, ma questo forse è il più bello. Eravamo più spensierati. Venivamo da un periodo non felicissimo in cui stavamo raccogliendo poco. Volevamo riscattare la sconfitta di Catania. Ci siamo riusciti. Sono felicissimo perché vincere una sfida del genere dà una bella gioia». Quella con la Roma può essere definita la gara della svolta? «Il derby è particolarmente sentito e dà un entusiasmo maggiore. Ma alla fine è una partita normale che dà tre punti. Conta parecchio per noi, ma conta soprattutto per l’ambiente ». Pensate di potervi inserire anche voi nella lotta per lo scudetto? «Noi ci siamo prefissi un obiettivo che è quello di vivere giornata per giornata. Anche perché nella passata stagione quando poi abbiamo pensato di arrivare molto in alto abbiamostentato. Sicuramente questa è una squadra che ha tanta qualità ed è un gruppo coeso che è determinato a raggiungere gli obiettivi». Potetealmeno pensare di arrivare tra le prime tre? «Io ribadisco che questa squadra ha molta qualità.Mene sono reso conto già lo scorso anno quando sono arrivato in questo gruppo. Per arrivare in alto dobbiamo migliorare ancora e avere maggior costanza di rendimento». Mauri vive una situazione difficile, ma sta reagendo con grande professionalità e si sta dimostrando un’arma in più per voi. «Penso che sia davvero un gran giocatore e ne ho la conferma continuamente. La situazione la vive con grande serenità e in campo dà sempre il meglio». Grazie anche a Petkovic: il vostro allenatore è la piacevole novità. «Ha trasmesso umiltà e concentrazione. Ha la sue idee precise, lo seguiamo. Siamo contenti».

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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