Marchetti-De Sanctis, sfida azzurra

Marchetti-De Sanctis, sfida azzurra

ROMA – In volo, lancia il guanto. Di sfida azzurra: Marchetti punta di nuovo De Sanctis e la Nazionale. A Napoli gli gridano ancora: «Che tu sia maledetto» .Novantatreesimo, sguardo posseduto, Federico striscia sull’erba, vola sul secondo palo, fa piangere Lavezzi e il San Paolo: «Per fortuna sono riuscito a…

ROMA – In volo, lancia il guanto. Di sfida azzurra: Marchetti punta di nuovo De Sanctis e la Nazionale. A Napoli gli gridano ancora:  «Che tu sia maledetto» .Novantatreesimo, sguardo posseduto, Federico striscia sull’erba, vola sul secondo palo, fa piangere Lavezzi e il San Paolo: «Per fortuna sono riuscito a metterci una pezza sul tiro del Pocho» , bisbigliava sornione.  «Quella parata vale più di un gol» , festeggiava Reja lo 0-0 dell’ultimo Il portiere laziale rivuole la Nazionale e duella col rivale Prandelli sarebbe pronto a convocarlo Napoli-Lazio. Adesso Marchetti riscalda i guantoni.

MARCHETTI EROE  – Miracolo all’ombra del Vesuvio, Marchetti fu l’eroe. Scatenò ire – partenopee – e gioie. Anzi, un grido biancoceleste:  «Abbiamo trovato l’erede di Peruzzi» . Partì il tam-tam laziale dopo quella prestazione del San Paolo. Dieci mesi più tardi, è quasi certezza. Non ditelo a Prandelli: s’è rifiutato di trascinarselo in Polonia. Federico ha pregato, se l’era guadagnato l’Europeo, eppure è rimasto a casa. La speranza di volare in Brasile nel 2014 però rimane intatta. Sogna il tetto del mondo, Marchetti. Dovrà sfilare il posto a De Sanctis, stasera proverà ancora ad offuscarlo. Come a novembre scorso.

UNA VITA DIFFICILE  – Un altro duello con la vita. Un attimo può essere letale: «Il portiere è un ruolo affascinate. Sei l’ultimo, sei solo, non puoi sbagliare». L’ha capito a 13 anni, Federico. Allora era un bomber del Cassola (il suo paesino a 10 Km da Bassano), pioveva, nessuno voleva tuffarsi nel fango e lui:  «Vado io in porta» . Iniziava una vita fra inferno e paradiso. Gli stipendi non pagati a Pro Vercelli e Crotone, le panchine a Treviso, il fallimento del Toro:  «Ero lì lì per smettere. Mi ha aiutato l’Albinoleffe, è iniziata la risalita» . Una scalata. Due splendide stagioni in B, la chiamata del Cagliari, quella di Lippi al Mondiale. Il 19 novembre 2011  fu l’eroe: miracolo su Lavezzi al 93’ che  regalò alla Lazio il pari al San Paolo il suo destino, l’ha ridisegnato. Perché solo chi sa soffrire, può osare tutto. Segnato dal dolore, fortificato dalla fede. Così parlò Zarathustra sul braccio destro di Marchetti:  «Ho tatuato una preghiera dell’Avesta, l’equivalente della nostra Ave Maria, in segno di ringraziamento  – ha raccontato Federico –  perché anni fa, in un incidente d’auto mortale, qualcuno lassù mi ha protetto. E, quando vedi la morte in faccia, ti scatta qualcosa dentro per sempre» . Nel 2004 la strada gli ha strappato i suoi due migliori amici, il portiere li ricorda sul braccio sinistro:  «Andrea e Francy for ever with me» . Un tatuaggio pittato in un viaggio solitario in Messico. Un pensiero per l’emozione dell’esordio con l’Italia nel 2010:  «Mi guardavano da su ed erano più felici di me»

PROFUMO D’ITALIA- L’angelo biondo ha rialzato in un anno le sue sorti. Rimosso l’incubo “catene” di Cagliari, ha riscritto la sua storia. Non s’è scoraggiato quando, al rientro, tremavano le mani e le gambe. Figuriamoci se s’è rassegnato a quella triste comparsa in SudAfrica. Marchetti rivuole l’Italia, se la riprenderà con le unghie. Ipnotizzando mezza serie A, fermandola al varco, rivedrà l’azzurro. Stavolta De Sanctis si tenga i complimenti, Federico pretende solo la sua maglia in Nazionale. Bisbigli, voci di corridoio: il ct Prandelli ha la chiamata in canna. Stavolta, forse, ci siamo. La prossima sfilza di convocazioni rivedrà il nome di Marchetti: « Ma io non voglio illudermi ancora» , continua a ripetere agli amici. Ama l’Italia, origlia l’inno di Mameli. E’ un surdato ‘nnamurato.

fonte: CdS

Simone Davide

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