Marchetti rivede l’azzurro

Marchetti rivede l’azzurro

ROMA – Deve continuare così, parando alla grande. Il ct Prandelli non l’ha cancellato, continua a seguirlo, ha solo rinviato il suo rientro, forse lo richiamerà al prossimo giro di convocazione, in occasione della sosta di ottobre. Federico Marchetti merita la nazionale, persa dopo il Mondiale in Sudafrica e l’anno…

ROMA – Deve continuare così, parando alla grande. Il ct Prandelli non l’ha cancellato, continua a seguirlo, ha solo rinviato il suo rientro, forse lo richiamerà al prossimo giro di convocazione, in occasione della sosta di ottobre. Federico Marchetti merita la nazionale, persa dopo il Mondiale in Sudafrica e l’anno di stop ordinato da Cellino a Cagliari. La Lazio non gli ha ancora restituito la maglia azzurra e il tema comincia ad essere scottante, soprattutto se dietro a Buffon non esistono fenomeni e il Il ct Prandelli lo segue, potrebbe richiamarlo per le convocazioni di metà ottobre. Federico sta entrando in concorrenza con Viviano</div>commissario tecnico continua a convocarne quattro alla volta. De Sanctis, Sirigu e Viviano precedono Marchetti, ma presto le gerarchie potrebbero essere sovvertite. Marchetti sta entrando in concorrenza con il portiere della Fiorentina, ancora non al top dopo l’infortunio e lasciato in tribuna da Prandelli (a Sofia in panchina ha portato De Sanctis e Sirigu).

UDINE – E’ una corsa a ostacoli, tutta in salita per il numero uno di Bassano del Grappa, escluso nel giugno scorso dalla spedizione europea. Prandelli lo avrebbe voluto inserire nel gruppo dei trenta, Marchetti stava per vincere il ballottaggio con Viviano. Alla fine, invece, il ct non lo premiò, pare a causa dell’espulsione di Udine, alla fine di aprile, quando si scatenò il parapiglia sul campo. Un cartellino rosso pagato a caro prezzo da Marchetti, squalificato per tre giornate e forse anche con l’esclusione dal listone dalla nazionale. In ogni caso agli Europei difficilmente sarebbe andato, perché il ct non voleva modificare in extremis le gerarchie stabilite nel biennio per le qualificazioni. Sirigu era il terzo della nazionale al Mondiale in Sudafrica, quando Marchetti diventò titolare per effetto dell’infortunio alla schiena. E il trasferimento al Paris Saint Germain, dopo le belle stagioni con il Palermo, non ne ha modificato il rendimento. Morgan De Sanctis, trascinato dal Napoli, alla lunga ha fatto pesare l’esperienza. Marchetti, però, è il portiere più forte dietro a Buffon e superato l’Europeo, come aveva promesso, Prandelli lo prenderà in considerazione. A maggio venne escluso dal listone dei 30 per gli Europei a causa del rosso di Udine. La difesa super della Lazio può aiutarloal primo giro, potrebbe farlo tra un mese. Il ct non ha smesso di seguirlo e presto sceglierà tra il numero uno della Lazio e Viviano, a meno che non venga sacrificato De Sanctis. Sirigu è difficile che esca dal giro. Queste sono le indicazioni che emergono dal ritiro azzurro.

IMBATTIBILITA’ –  Intanto Marchetti continua ad allenarsi con Adalberto Grigioni, preparatore dei portieri della Lazio, e si concentra sul campionato. La squadra di Petkovic, come il Torino di Ventura, è l’unica della serie A a non aver preso gol nelle prime due giornate di campionato. Marchetti è stato decisivo a Bergamo con almeno tre interventi e ha piazzato un’altra prodezza con il Palermo, quando ha evitato che il diagonale di Ilicic finisse in rete, riaprendo la partita. E’ partito alla grande, come tutta la Lazio. E una buona difesa lo può aiutare a riprendersi l’azzurro, svanito due anni fa per una serie di circostanze. L’amicizia con Buffon, conosciuto all’inizio della carriera, quando giocava a Torino, non è mai evaporata e di sicuro Prandelli, dopo tante esclusioni, a gioco lungo lo rimetterà dentro. La gestione dei portieri è delicata, non si tratta di giocatori come gli altri, le gerarchie devono essere chiare e durare nel tempo, non possono essere messe in discussioni ogni volta. E Marchetti aveva bisogno di esprimersi con continuità. Confermarsi a buoni livelli dopo aver già dimostrato per tutto lo scorso campionato di meritare attenzione rappresentava un passaggio necessario per riproporsi. Federico, anche se ancora non si vede e non si è realizzato, ha già fatto un bel passo in avanti. Ora gli manca un mese ad alta intensità, sullo stesso livello delle prime partite ufficiali, per transitare sotto lo striscione del traguardo. Un altro colpo per Lotito, che l’estate scorsa lo prese pagando i 5,2 milioni di euro stabiliti da Cellino come clausola di rescissione.

fonte: CdS

Simone Davide-Cittaceleste.it

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