Maribor senza paura

Maribor senza paura

 Cambio di gioco. Attaccano sempre, è la loro natura. Attaccano a testa bassa, giocano così nel campionato sloveno. Ma stasera sarà un altro Maribor, più abbottonato: «Come giocheremo? Dipenderà dalla pressione che farà la Lazio. Siamo abituati ad attaccare, nel nostro campionato non ci difendiamo, puntiamo a vincere ogni partita.…

 Cambio di gioco. Attaccano sempre, è la loro natura. Attaccano a testa bassa, giocano così nel campionato sloveno. Ma stasera sarà un altro Maribor, più abbottonato:  «Come giocheremo? Dipenderà dalla pressione che farà la Lazio. Siamo abituati ad attaccare, nel nostro campionato non ci difendiamo, puntiamo a vincere ogni partita. Ma quando giochi contro la Lazio, fuori casa, non puoi scoprirti, non puoi pensare solo alla fase offensiva. Sarà importante difendere bene e giocare al meglio in attacco» . Si chiama Darko Milanic, è il tecnico del Maribor, non offrirà il fianco a Petkovic. Ha creato un Maribor spericolato e vincente, sta dominando la Prva Liga, non ha mai perso finora (10 vittorie e 2 pareggi), ha schiantato il Panathinaikos (3-0) nel primo turno europeo e comanda la classifica del gruppo “J” con 3 punti.
Milanic, ex difensore del Partizan Belgrado e dello Sturm Graz, ha vestito le maglie della nazionale jugoslava e di quella slovena (ne è stato capitano agli Europei 2000), parla un buon italiano, sa come colpire:  «Abbiamo studiato la Lazio in dvd, non l’abbiamo vista giocare dal vivo, ma conosciamo tutto dei biancocelesti. Non penseremo al loro modo di giocare, penseremo al nostro» .

L’OBIETTIVO – Il Maribor non si scoprirà, proverà a colpire nel momento giusto. Milanic ha catechizzato i suoi uomini:  «Ai ragazzi l’ho detto, dovremo stare attenti, dovremo avere lo stesso atteggiamento mostrato nella prima gara contro il Panathinaikos» . Il Maribor non culla sogni di gloria, ma vuole andare avanti il più possibile:  «Volevamo giocare i preliminari di Champions e ci siamo riusciti, ora siamo in Europa League, abbiamo fatto più punti dell’anno scorso, non vogliamo fermarci. Il nostro obiettivo è giocare bene, dimostrare agli altri che siamo bravi e fare altri punti, ad iniziare dalla partita con la Lazio» . Il Maribor giocherà senza paura:  «I biancocelesti stanno vivendo un buon momento, adottano buone strategie, giocano bene. Ma io sono concentrato su di noi, sul nostro gioco, non penso a quello della Lazio» . Milanic s’affida al gioiello Beric, attaccante caldissimo sotto porta:  «E’ veramente bravo, sta facendo molto bene, lo osservano in tanti, prima o poi andrà via, giocherà in una grande squadra» .

HANDANOVIC – Beric in avanti, Handanovic in porta, è il cugino di Samir Handanovic dell’Inter:  «Giocheremo entrambi in questo giovedì, ci sentiremo a fine partita, spero di potergli comunicare una buona notizia. Ha fatto il salto di qualità, lo meritava da qualche anno. Noi abbiamo tanto entusiasmo, i tre punti ottenuti contro il Panathinaikos ci hanno caricato, vogliamo fare bene anche a Roma» . I cugini Handanovic hanno il mestiere in comune e un’età diversa. Jasmin, il portiere del Maribor, ex Mantova ed Empoli, è classe 1978, Samir Handanovic è classe 1984:  «Sono contento per mio cugino – ha aggiunto Jasmin –  è un grande portiere. Lo è anche Marchetti, l’ho conosciuto in serie B, ha vissuto un momento difficile a Cagliari, ora si è ripreso e sta dimostrando le sue qualità ». Il Maribor ha tanta fame:  «Sarà emozionante giocare all’Olimpico contro la Lazio. L’appetito vien mangiando…» . Gli sloveni vivono un momento storico, sono lanciatissimi, viaggiano verso la conquista dello scudetto, si sono fatti pubblicità battendo il Panathinaikos in casa nel primo turno di Europa League. Il successo ottenuto contro i greci (3-0) ha messo fine a un digiuno lungo 11 turni (l’ultima vittoria europea risaliva all’1-0 contro la Dinamo Kiev, si giocava la Champions League 1999-00). Il Maribor stasera disputerà la partita numero 100 nelle competizioni Uefa, le precedenti 99 si sono concluse con 41 vittorie, 17 pareggi e 41 sconfitte. Il Maribor attaccherà di meno, ma non sa perdere.

Il Corriere dello Sport

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