Mauri dimostrerà l’innocenza

Mauri dimostrerà l’innocenza

ROMA – Presunzione di felicità, più che d’innocenza. Le nubi rimangono, sono fitte, ma Mauri vede il cielo biancoceleste all’orizzonte. E si rasserena: «E’ incredibile come Stefano abbia reagito a questa situazione. Ha una forza che ci sorprende ogni giorno. E’ concentrato sul campo – confida l’avvocato Melandri – ma…

ROMA – Presunzione di felicità, più che d’innocenza. Le nubi rimangono, sono fitte, ma Mauri vede il cielo biancoceleste all’orizzonte. E si rasserena:  «E’ incredibile come Stefano abbia reagito a questa situazione. Ha una forza che ci sorprende ogni giorno. E’ concentrato sul campo – confida l’avvocato Melandri –  ma s’informa costantemente del nostro lavoro, partecipa e non vuole perdersi nessun passaggio del nostro iter. E’ convinto di avere ragione, sa di avere la coscienza pulita. Importante poi è stato sentire l’affetto dei tifosi. Quella è stata la molla per portare avanti una preparazione ottimale e presentarsi al top all’inizio del campionato» . C’è una spirale d’amore, che lo avvolge dal ritiro d’auronzo. All’Olimpico diventa uragano sull’erba. E Mauri è già letale.

MAURI AVVOCATO – Legge e rilegge le carte, Stefano. Le spulcia, le sbrana, le strappa.  «Perché non c’è nessuna prova» , urla da mesi. E i suoi legali sono pronti a smontare persino gli indizi:  «Insieme al collega Buceti, stiamo lavorando su alcuni documenti che, secondo noi, testimoniano la validità inconfutabile delle nostre tesi e delle nostre ragioni» , spiega l’avvocato Melandri a Lalaziosiamonoi. Servirà però qualcosa di più di qualche scontrino. Sarà una vera lotta dal punto di vista sportivo. E i tempi – fine settembre, inizio ottobre – incombono.

LE GIUSTIFICAZIONI A CREMONA – E’ atteso il deferimento di Palazzi, a processo si proverà a smontare meglio – giocando sui tempi – la famosa scheda intestata a Samanta Romano e utilizzata da Mauri:  «Me l’ha voluta dare Luca Aureli per scommettere sull’Nba – sono un grande appassionato – e sul tennis, dicendomi: “Io ho un’agenzia di scommesse, tu sei un calciatore, così stiamo più tranquilli”. Lo chiamavo per fare le puntate di 50, 100 euro. La scheda non viene messa in un altro cellulare, ma utilizzata come router Wifi per il mio tablet. L’11 e il 12 maggio non era però in mio possesso – si giustificava Stefano davanti al Gip di Cremona –  perché Aureli mi consegnò il telefono poco dopo l’una del 13 maggio. Lo utilizzai per una quindicina di giorni» . E sarebbe testimoniato – secondo i legali – dalle celle in zona Boccea e non in zona Cassia, dove vive il brianzolo.

ASPETTANDO LA CASSAZIONE – Non ha dimenticato quei “maledetti” giorni vissuti in carcere a Ca’ del Ferro. Non se li meritava, Mauri. Curiosa la scarcerazione alla viglia del dibattimento al Tribunale del Riesame di Brescia, che si limitò a giudicarne inammissibile il ricorso. Ora la Cassazione – udienza fissata ai primi di dicembre – potrebbe costringerlo a pronunciarsi:  «Stiamo cercando di anticipare i tempi» , fa trapelare Matteo Melandri. Una sentenza d’invadalidità del Riesame sui presupposti dell’arresto di Mauri sarebbe un salvagente sportivo. Forse consegnerebbe a Stefano le chiavi della libertà.

  (fonte Cds)

Cittaceleste.it

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