Mauri se la gode

Mauri se la gode

Questa volta non c’è stata la magìa di Alex Del Piero a rovinargli la festa, come accadde nell’aprile scorso, dopo aver firmato di testa il gol che aveva illuso Reja durante la volata per la Champions. Questa volta la zampata di Mauri ha avuto un sapore e un significato differente,…

Questa volta non c’è stata la magìa di Alex Del Piero a rovinargli la festa, come accadde nell’aprile scorso, dopo aver firmato di testa il gol che aveva illuso Reja durante la volata per la Champions. Questa volta la zampata di Mauri ha avuto un sapore e un significato differente, perché potrebbe valere la finale di Coppa Italia. Quando vede bianconero si esalta. Il centrocampista brianzolo aveva bucato la Juventus anche nel gennaio 2010, regalando un pareggio a Ballardini, che dieci giorni dopo sarebbe stato esonerato da Lotito. Era un’altra Lazio, ballava per la retrocessione. Ora sogna e pensa in grande, ha tenuto testa ai campioni d’Italia, s’è messa in scia in campionato, ha risposto colpo su colpo sul campo, dimostrando di essere cresciuta tanto rispetto a due mesi fa, quando la partita s’era trasformata in un assedio. Qualche brivido in avvio, un’ora controllando il gioco e provando a sfondare, il gol irregolare di Peluso, il rischio di affondare e prendere il raddoppio, ma una grande reazione nel finale. Quando Candreva è andato a battere l’angolo e Vucinic ha “spizzato” il pallone, alle spalle di De Ceglie è sbucato Mauri, l’ha presa al volo, di controbalzo e ha sorpreso Storari, mandando in estasi i duecento tifosi biancocelesti raccolti proprio dietro la porta bianconera, raccolti in uno spicchio dello Juventus Stadium.

FAIR PLAY – Gol pesantissimo, un pareggio che potrebbe spianare la strada verso la finale di Coppa Italia. «E’ un risultato positivo, siamo riusciti a segnare in trasferta dopo aver sofferto parecchio» ha raccontato Stefano Mauri ai microfoni della Rai, quando era ancora a bordo campo. E’ stata una partita lunghissima, vissuta in tante fasi diverse. Partenza con qualche scompenso, ma appena ha trovato le misure la Lazio è venuta fuori bene. Mauri avrebbe potuto segnare già nel primo tempo, quando Barzagli lo ha stoppato ad un metro dalla linea di porta, mettendo in angolo il pallone perso da Storari e Marrone. La Juve ha accentuato la pressione nella ripresa, ha preso campo e creato occasioni, trovando il muro alzato da Marchetti. «Federico ha fatto diverse parate importanti, siamo contenti anche se abbiamo sofferto, ma non si può trascurare il valore della Juventus. Sono una grande squadra e lo dimostrano da due anni. In casa sono fortissimi, quasi irresistibili. La Lazio, però, ha tenuto bene il campo e ha reagito alla grande nel finale. Il pareggio è meritato» ha aggiunto il capitano biancoceleste, che aveva già alzato la Coppa Italia al cielo nel 2009 con Rossi. Ma in quel periodo aveva perso il posto da titolare, non era più al centro della Lazio come invece è riuscito a fare nelle ultime tre stagioni. E’ stata la notte di Mauri, autore anche di un gesto di fair play da applausi: ha messo il pallone fuori, invece di andare via in contropiede, quando Bonucci s’è infortunato.

RITORNO – E’ il jolly offensivo, il trasformista che tanto piace agli allenatori. Esterno di centrocampo nel 4-1-4-1, trequartista con funzioni da seconda punta nel 3-5-2, come lo ha impiegato ieri sera Petkovic. Mauri ha agito da pendolo dietro a Floccari, si è mosso sull’intero fronte d’attacco, ha cucito il gioco e si è infilato negli spazi. E sta cercando di trasmettere maturità al gruppo. Il suo gol potrebbe aver cambiato il senso della doppia semifinale con la Juve, ma non gli ha fatto perdere di vista il traguardo, la prudenza necessaria e quella fame infinita che il tecnico di Sarajevo chiede ai suoi giocatori. Stefano ha cercato di allontanare il pensiero della partita di ritorno. «Sabato ci aspetta l’anticipo di campionato con il Chievo, poi prepareremo il ritorno con la Juve, sapendo che dovranno per forza segnare almeno un gol all’Olimpico».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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