Mauri,Ledesma,Candreva il tesoro…

Mauri,Ledesma,Candreva il tesoro…

Qualche purista avrà anche potuto storcere il naso al termine della partita contro l’Inter. La Lazio, nonostante la vittoria, non ha espresso il miglior calcio che ha nelle corde. Vero. Ma forse il punto è proprio qui. Se anche quando il motore non gira a pieno regime arrivano i risultati,…

Qualche purista avrà anche potuto storcere il naso al termine della partita contro l’Inter. La Lazio, nonostante la vittoria, non ha espresso il miglior calcio che ha nelle corde. Vero. Ma forse il punto è proprio qui. Se anche quando il motore non gira a pieno regime arrivano i risultati, allora il segnale è più che positivo. E se poi il successo – per l’ennesima volta – giunge a cospetto di una big, sarebbe davvero folle non coglierne l’importanza. La squadra biancoceleste, terza forza del campionato, non può più essere considerata una sorpresa. Il martellante lavoro sul campo di Petkovic sta dando i suoi frutti: i calciatori sembrano averne acquisito appieno i dettami e i risultati non sono altro che la diretta conseguenza di questa maturazione. il centro di gravita’ – I manuali del calcio insegnano che le partite si vincono a centrocampo. La Lazio conferma la regola e la impreziosisce grazie alla presenza lì davanti del cecchino Klose. Basta poco per lui, ma le trame che rendono possibili i suoi lampi invece sono tutte da analizzare e gustare. E non ci sta solo il particolare moto dinoccolato di Hernanes, ma anche le geometrie di Mauri e Ledesma e il dinamismo di Candreva.

il capitano – Probabilmente la sua migliore stagione biancoceleste, quella in corso, per Stefano Mauri. Il terzo posto in classifica porta il segno delle giocate millimetriche del capitano. L’ultima in ordine di tempo, sabato scorso contro l’Inter. L’imbucata per Klose è bella nella sua semplicità. Lo scatto del tedesco su Ranocchia è stato bruciante, ma quella palla che ha tagliato fuori tre difensori nerazzurri è stata da applausi. Una perla rara, ma non unica. Quello di Mauri è stato il quarto assist vincente in stagione. Meglio, per la cronaca, ha fatto soltanto la juventino Vucinic. la gioia – Mauri ancora non ha smaltito l’adrenalina della vittoria contro la squadra di Stramaccioni. Tramite il suo sito personale ha lanciato il suo messaggio: « Grande partita contro l’Inter. Sono contento per l’assist, ma ancora di più per l’aggancio del Napoli al terzo posto. In queste sfide, all’Olimpico, abbiamo una marcia in più. Ora occorre continuità anche in trasferta, ma prima c’è la sfida di Coppa Italia mercoledì all’Olimpico. Daje Lazio! ».

una sicurezza – Se a Mauri è richiesto l’ultimo passaggio, a vigilare alle sue spalle c’è Ledesma. Il centrocampista, nonostante qualche fisiologico appoggio sbagliato, continua a rappresentare un punto fermo della squadra di Petkovic. La sua capacità di cambiare gioco non è mai stata in discussione, ma quello che lo rende davvero raro è la sua qualità nel rendere semplice anche le situazioni potenzialmente più complicate. Costantemente cercato dai compagni, servito non sempre con precisione e tempistica giusta, Ledesma non smarrisce mai la lucidità e, anche pressato, non solo non perde il controllo della sfera ma sa far ripartire l’azione biancoceleste. Difficile trovare un costruttore di gioco della sua qualità. cambio di ritmo – Nonostante contro l’Inter Petkovic abbia voluto rilanciare Lulic, Candreva resta un punto fermo per l’allenatore bosniaco. Subentrato nella ripresa, anche sabato scorso è riuscito a mettere in apprensione la retroguardia nerazzurra. Il suo puntare l’avversario, rientrare al centro e provare la conclusione dalla distanza non rappresenta più una novità capace di sorprendere. Eppure la sua efficacia resta altissima. Anche contro l’Inter è arrivata una conclusione pericolosa. Soprattutto l’esterno romano ha iniziato a far girare quel motorino composto da corsa, accelerazione e cambi di direzione che è considerato indispensabile da Petkovic. Caratteristiche rare che hanno convinto anche Prandelli ad affidargli una maglia azzurra. Candreva vede la porta e grazie a un tiro dalla distanza che non ha paura a scagliare ha già messo a segno tre gol. E altrettante volte ha mandato in rete i suoi compagni con assist che chiedevano solo di essere spinti in fondo al altrettante volte ha mandato in rete i suoi compagni con assist che chiedevano solo di essere spinti in fondo al sacco

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy