“Mi aspetto altri progressi”

“Mi aspetto altri progressi”

 Può staccare Maestrelli, il maestro della Lazio, e raggiungere Herrera, il mago dell’Inter. Vladimir Petkovic, pensando alle statistiche, ha sorriso. E ha risposto sfoderando la consueta sicurezza. Nei suoi pensieri non ci sono i record, ma soltanto la mentalità vincente di una Lazio che deve continuare a crescere e provare…

 Può staccare Maestrelli, il maestro della Lazio, e raggiungere Herrera, il mago dell’Inter. Vladimir Petkovic, pensando alle statistiche, ha sorriso. E ha risposto sfoderando la consueta sicurezza. Nei suoi pensieri non ci sono i record, ma soltanto la mentalità vincente di una Lazio che deve continuare a crescere e provare a dominare ogni partita. Così ha inquadrato il possibile poker da incastonare battendo stasera il Genoa all’Olimpico. Questo è l’obiettivo, ovvio. Ma si può andare anche oltre e cercare di superarlo.  «Sì, cerchiamo di vincere anche la quinta» ha risposto Vlado senza presunzione ma soltanto con la feroce determinazione da trasmettere al suo gruppo.  «Si può e si deve migliorare. Non ci possiamo girare indietro» ha ripetuto, esprimendo un concetto slogan delle ultime settimane.

APPROCCIO – Per la prima volta potrebbe ricorrere ad un turnover ragionato, anche se prima di scendere in campo per la rifinitura non s’è sbilanciato.  «Siamo tornati quasi all’alba da Londra e ieri è stato un allenamento blando. Devo vedere e valutare i giocatori. Cana e Candreva, influenzati, non solo al top. Ma spero di recuperarli» . Dalle sue risposte si è intuita la tentazione di non rinunciare a Klose.  «Tutti i convocati possono giocare e sono pronti. Farò le valutazioni anche su Miro, ma credo che anche gli avversari lo valuteranno» . S’annuncia una partita tosta, complicata. Servirà la migliore Lazio per mettere sotto il Genoa, che domenica scorsa ha fatto soffrire la Juventus. Bisognerà montare la guardia su Borriello e Immobile.  «Prima cosa: sarà una partita difficile. Squadra valida il Genoa e ci arriviamo dopo le fatiche di Europa League. A Londra abbiamo speso molto fisicamente e mentalmente. Sarà fondamentale entrare bene in partita, di solito in queste partite si fa fatica nei primi 15-20 minuti. Gli attaccanti del Genoa sono forti, ma penso che vedremo una Lazio presente sul campo, pronta a dimostrare altri progressi e sugli stessi livelli delle ultime uscite». Sul turnover è stato chiaro. Di volta in volta toccherà ai migliori, ma guai a sminuire i valori del gruppo.  «Non giocano solo undici e neppure in diciotto. Ho una rosa larga, di 25-30 giocatori, tutti validi. Tutti devono dare un contributo» . In campo anche Mauri, finito al centro delle cronache giudiziarie.  «Se fosse colpevole, avrebbe un altro atteggiamento mentale e non solo fisico. Io ci parlo spesso. E lo vedo sereno» .

CAMALEONTI – Gli piace una squadra capace di cambiare faccia durante la partita. Sta costruendo una Lazio imprevedibile, con tante soluzioni tattiche. Ha registrato la difesa, ora intende vedere progressi in fase d’attacco.  «Mi dà soddisfazione la capacità di cambiare faccia della squadra. Prima eravamo considerati anche troppo offensivi, ora siamo diventati un bunker. L’ho già detto. Voglio una squadra camaleontica. Cosa c’è da migliorare? Il possesso del pallone e l’ultimo passaggio. E come ho sempre spiegato, mi aspetto altri miglioramenti. Siamo in crescita, non sono sorpreso, perché abbiamo lavorato tanto e bene. La Lazio si trova a buon punto, a metà strada del percorso. Ora non dobbiamo girarci indietro, arriveranno anche momenti complicati, da affrontare sempre con personalità». Si potrebbe avvicinare l’ora dell’ingresso di Mickael Ciani nel blocco dei titolari.  «E’ in crescita, sta migliorando, vede anche come rendono i suoi colleghi di reparto e dà tutto per avere una possibilità. Posso impiegarlo a destra oppure a sinistra, sa giocare anche con la difesa a tre» ha raccontato il tecnico di Sarajevo. Come dice Lotito, allena anche lo spirito. Vlado ha risposto con garbo, senza vantarsi e senza contraddire il suo presidente.  «La mentalità può cambiare, poco alla volta. Non è un processo che si realizza dall’oggi al domani. I risultati positivi aiutano. Il lavoro mentale è quotidiano, si parla, si dialoga. I ragazzi stanno rispondendo bene. Forse all’inizio ho faticato a farmi capire, ma poi si è instaurato un rapporto di fiducia. Ora siamo a buon punto, ma c’è sempre la possibilità di un miglioramento» . Migliorare è il suo verbo preferito. Ha una fame infinita questa Lazio di Petkovic.

Il Corriere dello Sport

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