Miro a casa sua per tifare

Miro a casa sua per tifare

Ulisse è tornato. Ulisse è Miro Klose e Itaca è la sua Germania. «Ci dispiace che non possa giocare», dicono così gli avversari, i suoi amici connazionali. Ma non è vero, sono felici di rivederlo in tribuna. Re Miro Klose è nella sua terra, ci è tornato da emigrante, con…

Ulisse è tornato. Ulisse è Miro Klose e Itaca è la sua Germania.  «Ci dispiace che non possa giocare», dicono così gli avversari, i suoi amici connazionali. Ma non è vero, sono felici di rivederlo in tribuna. Re Miro Klose è nella sua terra, ci è tornato da emigrante, con una squadra straniera, è la prima volta che accade. Non può giocare, farà il tifoso sugli spalti come quando andava in curva per seguire il Kaiserslautern. Era giovane, cresceva nella squadra amatoriale, indossava la maglia numero 11 del suo idolo Olof Marschall. Millecinquecento tifosi biancocelesti più uno: Miro Klose.
E’ atteso a Moenchengladbach, stasera sarà al Borussia Park, avrà occhi solo per la sua Lazio, caricherà i compagni, tiferà per loro. Dicono il contrario da queste parti, ma sono felicissimi di vederlo sugli spalti quelli del Borussia: sfidarlo in campo li avrebbe resi meno contenti. Klose è tornato a casa, sarebbe stato il suo derby, dovrà saltarlo per colpa dell’infortunio rimediato a Genova. Ci sarà comunque, in vesti diverse, nel ruolo di avversario non giocatore. Darà la carica al gruppo, continuerà a svelare i segreti dei tedeschi, sa rendersi sempre utile. E’ il centravanti della Germania, il cancelliere calcistico, ha un’immagine potente. Recordman del gol, highlander della Nazionale, eroe riverito, Re Miro è tutto questo e ancora di più. Oggi sarà un nemico, un rivale da battere pur non essendo in campo.

LA SFIDA –Klose sa come si fa, ha già fatto male al Borussia, è successo quattro volte, è il numero dei gol che gli ha rifilato in carriera (conditi anche da quattro assist). Segnò con il Kaiserslautern, con il Werder Brema e due volte con il Bayern Monaco. I puledri di Moenchengladbach, quando lo vedono, s’imbizzarriscono. Per i laziali è un peccato che Miro non possa giocare, per i tedeschi è un sollievo. Klose è un uomo e un mito da queste parti, la sfida non potrà durare oltre il 90′: è il re della Germania, sarà il prossimo bomber più prolifico della Nazionale, è a un solo gol da Gerd Muller, conserva lui il primato.
Miro staserà soffrirà in tribuna, si sentirà come un leone in gabbia. Si aggregherà alla Lazio a Moenchengladbach, martedì è stato a Monaco, ha effettuato un nuovo controllo dal professor Muller Wohlfahrt, il medico che lo segue da anni. Ha potuto togliere l’apparecchio gessato che gli era stato applicato al ginocchio destro, per circa due settimane porterà un tutore. Il 3 febbraio si procurò una lesione di secondo grado al legamento collaterale esterno, in un primo momento fu calcolato uno stop di 7-8 settimane. Klose proverà ad accorciare i tempi, ma senza correre rischi. A breve tornerà a Roma, entro 14 giorni si sottoporrà ad un nuovo controllo strumentale, l’esito dell’esame fisserà con precisione il suo rientro. La Lazio lo vorrebbe in campo a metà marzo, la decisione spetta ai medici. Klose salterà i sedicesimi di Europa League e gli eventuali ottavi di finale (sono in programma il 7 e il 14 marzo), questo è sicuro.

IL PRECEDENTE -Klose tifoso, è già successo ad ottobre. Miro raggiunse la Lazio ad Atene, era alle prese con problemi fisici e personali, si accomodò in tribuna. Siederà al Borussia Park stasera, nel suo Paese, nella terra che l’ha accolto e adottato quando arrivò dalla Polonia, era un ragazzino, un predestinato. Palla a Floccari e s’abbracciamo, lo slogan che i tifosi laziali hanno pensato per Klose sarà modificato in onore di Sergio, sta meritando spazio e fiducia, affetto e stima. Sugli spalti, a sperare nel gol e nell’abbraccio, ci sarà Miro il grande. Ulisse vuole urlare gol.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy