Nel luna park di Petkovic

Nel luna park di Petkovic

 Eccolo il calcio offensivo di Petkovic, capace di dominare davvero e di segnare a raffica. Gioco in profondità, tutto in verticale, ripartenze devastanti, quattro o cinque giocatori proiettati in continuazione davanti al portiere. Uno spettacolo vero, alla prima assoluta con un nuovo modulo (3-4-3), mai provato nelle amichevoli e neppure…

 Eccolo il calcio offensivo di Petkovic, capace di dominare davvero e di segnare a raffica. Gioco in profondità, tutto in verticale, ripartenze devastanti, quattro o cinque giocatori proiettati in continuazione davanti al portiere. Uno spettacolo vero, alla prima assoluta con un nuovo modulo (3-4-3), mai provato nelle amichevoli e neppure in allenamento. Forse serviranno impegni più severi per verificarne la tenuta in campionato, ma come inizio è stato entusiasmante. Asfaltato il Maribor. E’ finita 4-1, la Lazio ha chiuso in bellezza il girone di Europa League, vanificando il successo del Tottenham e il primo posto le consentirà di presentarsi da testa di serie. Nella notte delle 150 partite europee, è stata festa completa e peccato per il gol di Tavares che nel finale ha tolto il record a Vlado, che avrebbe potuto eguagliare Ballardini (4-0 a Sofia nel 2009) in tema di vittorie più larghe di sempre in trasferta.
PIANO B- Petkovic aveva annunciato esperimenti, questa era l’occasione per provare un assetto alternativo e allora ne ha approfittato per sorprendere, puntando sul 3-4-3, il modulo preferito del suo calcio, collaudato con successo ai tempi dello Young Boys. Cana centrale arretrato, protetto da due marcatori come Ciani e Radu, abituati alla difesa a tre. Hernanes e Onazi a costruire la manovra, le due fasce laterali consegnate a Lulic e Cavanda, più un tridente inedito con Ederson (sinistra) e Floccari (destra) a sostegno di Kozak, punta centrale. Stravolti e cambiati i punti di riferimento sul campo, ma la Lazio ha impiegato davvero pochi minuti per trovare le misure e un equilibrio sufficiente.
Meno fraseggio rispetto alla versione campionato e maggiore velocità a ribaltare l’azione, con tutta la squadra pronta a guadagnare lo spazio in profondità. Come per incanto, sono emersi in fretta i concetti di gioco offensivo spesso evocati da Petkovic, che lavora per portare quattro o cinque giocatori nell’area avversaria. Sembrava mancare consistenza nel cuore del centrocampo, ma la modestia del Maribor unita alla rapidità nel recupero del pallone di Onazi e alla genialità di Hernanes ha permesso alla Lazio di assumere subito il controllo della partita. Sloveni sorpresi dai cambi di gioco frequenti e dai lanci del Profeta a scavalcare la difesa.

TRIPLETTA- Ederson si è ritrovato subito davanti ad Handanovic, ma non è riuscito a trovare l’impatto volante con il pallone. Pochi minuti dopo il brasiliano, da vero trequartista ha indovinato un pallone filtrante. Kozak è scattato in posizione buona e ha scavalcato Handanovic in uscita con un morbido pallonetto. Esaltata dal vantaggio, la Lazio ha continuato ad attaccare. Floccari, lanciato da Hernanes, ha raddoppiato, ma il suo gol è stato annullato per un fuorigioco inesistente. Impressionante era il modo dei biancocelesti di presentarsi in solitudine davanti al portiere sloveno, tanto che il Maribor è stato fischiato dai propri tifosi. Su angolo di Hernanes, Radu di testa ha raddoppiato, firmando il primo gol della sua carriera laziale. E il tris lo ha calato Floccari, ancora una geniale intuizione del Profeta, Ederson ha portato avanti il contropiede e ha atteso il momento giusto per scaricare il pallone al centravanti di Vibo Valentia, rapidissimo a seguirlo: diagonale preciso nell’angolo e gol. Ci sono state altre due buone occasioni per Lulic prima che nel finale di tempo ci provasse anche il Maribor, per la verità agevolato da due sbavature della difesa biancoceleste. Tavares ha graziato Bizzarri, subito dopo salvato dalla traversa su un tiro dal limite di Cvijanovic.

RIPRESA- Gli sloveni, però, non sono stati capaci di interrompere il monologo della Lazio. Kozak ha preso il palo, Ederson ha peccato di sufficienza davanti ad Handanovic, Floccari se n’è andato con uno slalom ubriacante: trenta metri di corsa palla al piede, ne ha saltati quattro e poi ha indovinato l’incrocio con un sinistro a girare. Gol pazzesco. La Lazio ha mollato soltanto nel finale, cambi strategici e freno a mano tirato pensando a Bologna. Così è arrivato il gol di Tavares, abile a tagliare fuori Lulic e Ciani prima di battere Bizzarri. Sipario e applausi. Se ne riparlerà a metà febbraio, con il sogno di arrivare sino alla finale di Amsterdam.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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