Nella bolgia di Atene…

Nella bolgia di Atene…

Linferno greco è nelle strade disperate di Atene, depressa dalla crisi, sconvolta dal timore della bancarotta. Non cè lavoro, sono crollati anche i prezzi degli alberghi a cinque stelle più vicini al Partenone, in centro sembra diminuito persino il traffico. «La cassa è vuota, così non arriviamo a fine novembre»…

Linferno greco è nelle strade disperate di Atene, depressa dalla crisi, sconvolta dal timore della bancarotta. Non cè lavoro, sono crollati anche i prezzi degli alberghi a cinque stelle più vicini al Partenone, in centro sembra diminuito persino il traffico. «La cassa è vuota, così non arriviamo a fine novembre» lavvertimento del premier Antonis Samaras. Manca liquidità, gli interessi sul debito pubblico galoppano, lo spread neppure a parlarne. Questi sono i giorni più delicati. La Grecia chiede aiuti, altri 31,5 miliardi di euro. Si tratta con la comunità europea sui nuovi tagli previsti per tenere in vita il bilancio sino al 2014. «Senza questa tranche di soldi, la gente farà la fame» il grido di dolore lanciato due giorni fa in Parlamento da Yannis Stournaras, ministro delle Finanze. Il pacchetto di misure straordinarie prevede laumento delle ore di lavoro a fronte di nuovi tagli ai salari e licenziamenti facili, persino la chiusura di otto ambasciate e consolati greci allestero: il governo spera di presentare il suo piano il 3 novembre. La gente ha risposto con uno sciopero nazionale che ha portato quasi tre milioni di persone a manifestare per le strade ateniesi. Due settimane fa, quando per la prima volta la cancelliera tedesca Angela Merkel si è presentata in visita diplomatica, in piazza sono state bruciate le bandiere della Germania e le immagini degli scontri hanno fatto il giro del mondo.

COLLETTA – La rabbia del popolo greco è enorme, quasi palpabile. Criminalità in aumento. Atene non è più una città sicura. Lo sfarzo e le luci delle Olimpiadi 2004, che avevano consentito alla città costruita intorno al Pireo di cambiare volto, sono un pallido ricordo. Oggi linferno greco si vive nelle famiglie che non sanno come andare avanti, Stasera allo stadio Olimpico di Atene intitolato a Spyros Louis sono previsti non più di ventimila tifosi su una capienza di oltre settantamila posti. I biglietti non costano molto: da 10 euro a un massimo di 30 per vedere la partita di Europa League tra Panathinaikos e Lazio. Gli effetti della crisi si ripercuotono sul calcio. Gli stranieri più pagati e celebrati sono scappati, uno degli ultimi è stato proprio Djbril Cisse, venduto per 5 milioni, prelevato lestate scorsa da Lotito e rivenduto dopo appena cinque mesi al Qpr per la stessa cifra. A giugno gli ex campioni di Grecia hanno perso anche Ninis, preso dal Parma a parametro zero. Il titolatissimo Pana, 20 scudetti e 17 Coppe di Grecia, vive una crisi societaria senza precedenti: è ottavo in classifica con 15 punti di ritardo dagli odiatissimi rivali dellOlympiakos, ma soprattutto fatica a pagare gli stipendi. Lattuale presidente, Ioannis Alafouzos, proprietario dellemittente greca Skai, ha rilevato il club a costo zero prima dellestate e ha chiesto ai tifosi di contribuire con una sorta di azionariato popolare. E riuscito a rastrellare poco meno di tre milioni e adesso già rischia di andarsene. Dopo il pareggio interno con lAris Salonicco, gli ultras hanno chiesto la sua testa. Sperano di riportare alla guida del Trifoglio lex presidente Vardinoyannis, erede di una famiglia di petrolieri, uno dei signori più ricchi di Atene. Il problema, raccontano i cronisti greci, è che pare non abbia intenzione di tornare a occuparsi del Panathinaikos.

SICUREZZA – In attesa di una svolta nella gestione del club, gli ultras contestano Jesualdo Ferreira. Il tecnico portoghese del Panathinaikos sè fatto tanti nemici avallando il licenziamento di Katsouranis, bandiera greca, perché troppo condizionante nello spogliatoio e con uno stipendio esagerato. Se dovesse perdere anche stasera con la Lazio di Petkovic, lesonero diventerebbe scontato. La partita vale molto più del premio di 140mila euro garantito dallUefa, che ha diramato un comunicato rivolto a club e tifosi per combattere ogni forma di razzismo. Petkovic, nonostante abbia annunciato un ampio turnover, può mettere quasi al sicuro il primo posto nel girone e la qualificazione. Vuole vincere. Così oggi aspetterà anche Klose, ieri in permesso e costretto a volare a Monaco da Baviera per motivi di famiglia. Da Roma arriveranno in quattrocento. Nei giorni scorsi le autorità elleniche hanno definito la partita «ad alto rischio» e annunciato imponenti misure di sicurezza, chiedendo collaborazione alla Lazio e ai suoi sostenitori. Si tratta di Europa League e le tensioni sociali potrebbero trovare una valvola di sfogo nel calcio. In più ci sarebbe un gemellaggio con i tifosi della Roma a generare preoccupazioni. Nella sala stampa dello stadio Olimpico di Atene hanno provato a minimizzare, dicono che gli ultras del Panathinaikos, talmente arrabbiati con Ferreira e con i vertici societari, non avranno tempo e modo di pensare ai tifosi biancocelesti. Per la squadra di Petkovic può essere loccasione giusta: ipotecare il primato in Europa League e poi concentrarsi solo sul campionato.

Il Corriere dello Sport

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