Niente scippi Keita è già stato blindato

Niente scippi Keita è già stato blindato

ROMA – Il giorno prima di partire per il ritiro di Auronzo, nello scorso luglio, Keita Balde Diao ha rinnovato il contratto con la Lazio. Un accordo di quattro anni per un ingaggio totale di un milione di euro netti. Stipendio a salire e la promessa di rivedersi alla fine…

ROMA – Il giorno prima di partire per il ritiro di Auronzo, nello scorso luglio, Keita Balde Diao ha rinnovato il contratto con la Lazio. Un accordo di quattro anni per un ingaggio totale di un milione di euro netti. Stipendio a salire e la promessa di rivedersi alla fine della stagione, dunque giugno 2014, per riparlarne ed eventualmente migliorare l’impianto economico nel caso fosse diventato titolare. La società biancoceleste sta cambiando strategia, ha già fatto così con Onazi. Lotito intende accompagnare la crescita dei suoi giocatori con intervalli di tempo più limitati, almeno nella parte economica, e in base al rendimento. Tanto cresci, tanto ti riconosco. E se chiedi di andare via, devi portare un’offerta convincente e soddisfacente per la società. Il caso Hernanes segnala la svolta. Lotito non ripeterà più casi Pandev e non porterà più nessuno alla scadenza o quasi. Giocherà d’anticipo. Ma c’è anche altro da raccontare.

 

PERCORSO – Keita è al sicuro e la Lazio non rischia di perderlo in breve tempo. Per due motivi. Il primo appartiene alla strategia della società biancoceleste. Il ds Tare lo ha scoperto e lo ha portato a Formello nel settembre 2011 quando aveva deciso di non tornare al Barcellona dopo il prestito al Cornellà. La Lazio lo ha allenato e allevato, sapendo di avere un casa un gioiello. Lo ha atteso e ha perso diversi mesi perché il ragazzo, nato in Catalogna, aspettava il passaporto spagnolo e poteva essere preso con lo status di comunitario. Così non è stato possibile e la Lazio, tanto ci credeva, lo ha tesserato come extracomunitario il 2 gennaio 2013. Un anno fa Keita ha cominciato a giocare nel campionato Primavera sotto la guida di Bollini. Il ds Tare gli stava disegnando un percorso per portarlo rapidamente in prima squadra. E già prima dello scudetto nei play off di Gubbio si sapeva che sarebbe stato convocato da Petkovic per il ritiro precampionato con la prima squadra. Lotito ne parlava già nel gennaio di un anno fa. E’ un attaccante esterno e la Lazio ha centellinato le operazioni nel reparto avanzato perché voleva creargli uno spazio. Keita possiede un talento enorme e va guidato e sorvegliato. Reja lo avverte in continuazione. «Per sfondare deve allenarsi e giocare con umiltà» ripete spesso, anche per proteggerlo nello spogliatoio. I leader come Klose e Ledesma lo guidano, altri un po’ meno. La società sta apprezzando la rapidità di crescita tecnica e il suo processo di maturazione dopo qualche inevitabile pausa di natura caratteriale. Keita era stato un anno e mezzo senza giocare partite ufficiali e ha margini di miglioramento esponenziali. Può diventare un fenomeno, nel tempo non dovrò trasformarsi nel nuovo Zarate. E’ pieno nel calcio di talenti sprecati o persi per la strada.

SOGNO – Nell’estate 2012, quando non era ancora stato tesserato dalla Lazio, il Real Madrid aveva provato ad avvicinarlo. Keita declinò perché aveva (e continua ad avvertire) un debito di riconoscenza nei confronti del club biancoceleste, che aveva creduto nelle sue possibilità. E questo è il secondo motivo per cui deve essere considerato al sicuro. Ora sta seguendo un progetto tecnico prestabilito. Il suo obiettivo? Diventare titolare in serie A, ci sta riuscendo adesso e almeno per altre due stagioni la Lazio se lo potrà godere. Poi dipenderà dal suo tipo di crescita e dai risultati. Lotito spera prima o poi (così ha sempre detto) di arrivare in Champions, Keita sogna di diventare un grandissimo. Nei suoi pensieri da calciatore maturo ci sono il Manchester United e il Real Madrid. Ancora meglio il Barcellona, che lui definisce «una famiglia» . La famiglia da dove era partito e dove un giorno sogna di ritornare. Come sono riusciti a fare giocatori del calibro di Piquè o Fabregas, usciti dalla Cantera per poi essere riacquistati a tanti anni di distanza. E se Keita arriverà a quel livello, sarà impossibile trattenerlo per tutti.

Corriere dello Sport

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