Nuovo Radu,non si ferma più

Nuovo Radu,non si ferma più

Un nuovo Radu: più resistente, più forte, più presente, più continuo, meno infortunato. Ha svolto un lavoro speciale per rilanciarsi, ha sofferto in silenzio, è rimasto ai box per tanti mesi. Prima il ginocchio destro, poi i guai muscolari, era entrato in un tunnel. Ne è uscito, così sembra. Sarà…

Un nuovo Radu: più resistente, più forte, più presente, più continuo, meno infortunato. Ha svolto un lavoro speciale per rilanciarsi, ha sofferto in silenzio, è rimasto ai box per tanti mesi. Prima il ginocchio destro, poi i guai muscolari, era entrato in un tunnel. Ne è uscito, così sembra. Sarà il campo a testare le sue condizioni, il suo effettivo stato di forma. Lo staff tecnico e lo staff medico hanno deciso di fermarlo una volta per tutte, la decisione s’è resa necessaria per far svolgere al romeno un protocollo riabilitativo ben preciso. Rinforzo muscolare, lavori di postura e di prevenzione per evitare infortuni: così è rinato Radu. Ha giocato pochissimo negli ultimi sei mesi, ha saltato la parte finale dello scorso campionato, ha saltato la preparazione estiva. Ha patito l’inattività dovuta agli infortuni, agli stop continui, alle cadute e alle ricadute. Il ginocchio adesso sta bene, gli serviva soltanto un bel rodaggio, l’ha effettuato.

IL RINFORZO – Radu non può e non deve più fermarsi, è l’ora di dimostrare affidabilità fisica e tecnica. E’ stato curato e coccolato, è stato capito, la Lazio l’ha aspettato e lo stesso ha fatto Petkovic. Radu dev’essere un rinforzo valido, c’è bisogno di un uomo in più a sinistra, di una pedina che sia anche capace di giocare a tre dietro. Cavanda è cresciuto, si è imposto, non ha tradito le speranze, ma non può giocare sempre lui. Lulic? Petkovic lo vede cursore alto, lo preferisce in questo ruolo. Radu deve riprendersi il posto a sinistra, forse non potrà farlo subito, ha bisogno di ritrovare la condizione migliore e per riuscirci deve giocare. Ma da qui ad un paio di settimane dovrà dare garanzie, dovrà tornare a giocare su ottimi livelli. Non può perdersi, deve dimostrare la sua voglia di calcio, la sua fame di Lazio. La società non ha comprato terzini, ha puntato ancora su Radu nonostante le assenze multiple che ha fatto registrare nelle ultime due stagioni. Radu ha un’annata intera davanti, non ha esordito quest’anno, s’è visto all’opera nell’amichevole contro il Malmoe, entrò nel finale, si fece male, tornò ai box. Lo stesso avvenne prima del match di ritorno contro il Mura, gettò la spugna in allenamento, alla vigilia della seconda sfida contro gli sloveni.

LE ASSENZE – E’ trascorso un mese e mezzo, durante questo periodo il difensore romeno s’è impegnato, ha lavorato mattina e pomeriggio per rimettersi in sesto. Il lavoro svolto servirà per prevenire gli infortuni muscolari. Radu si è assentato troppo negli ultimi anni: nella scorsa stagione s’è fermato a 21 presenze in campionato, nel 2010-11 giocò 26 volte. E in passato, per un motivo o per un altro, non ha mai superato la soglia delle 30 apparizioni: 28 presenze nel 2009-10, 19 nel 2008-09, 11 nel 2007-08 (ma arrivò a gennaio). Serve un Radu più forte, più temprato, più resistente, la fascia sinistra da anni è in balia degli eventi e delle assenze. Radu è il primo ad aver sofferto, non c’è dubbio. Non è stato facile rialzarsi e ricadere, guardare i compagni giocare, perdere la Nazionale, non riuscire ad esprimersi al meglio e con continuità. E’ l’ora del riscatto, delle rivincite, è l’ora di ricominciare a giocare. Petkovic lo ritroverà in gruppo a partire da domani (la ripresa dei lavori è stata fissata alle 16), a meno di brutte sorprese lo convocherà per il match col Milan. Radu sogna la chiamata, non gioca in campionato dal 7 aprile, da Lazio-Napoli (3-1), sono passati sei mesi, per un calciatore è una vita.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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