Occasione d’oro per avvicinare il Napoli

Occasione d’oro per avvicinare il Napoli

Siena per far sì che il gioco appena ritrovato si traduca di nuovo in punti, i complimenti della critica in questa fase non bastano più. «Ora serve una svolta a questo periodo felice, ma non ottimo», dice Petkovic. Perché dopo quattro turni di campionato senza vittoria e dopo il pari…

Siena per far sì che il gioco appena ritrovato si traduca di nuovo in punti, i complimenti della critica in questa fase non bastano più. «Ora serve una svolta a questo periodo felice, ma non ottimo», dice Petkovic. Perché dopo quattro turni di campionato senza vittoria e dopo il pari eroico strappato in Germania, la Lazio proverà stasera a Siena (20,45 su Sky Sport 1 e Premium Calcio) a far virare la propria stagione, a farla passare da buona a perfetta proiettandosi all’inseguimento di Napoli e Juve, che hanno rallentato, piuttosto che pensare a difendere il terzo posto dall’assalto del Milan. La scelta del modulo a due punte, lo stesso con cui i biancocelesti sono riusciti a pareggiare giovedì sera al Borussia Park, vale come un messaggio alla squadra, chiamata a rigenerarsi nel 4-4-2 per ripartire in una nuova cavalcata. È una questione di mentalità, solo quella da big può inserire il turbo ad una squadra un po’ in sofferenza nel rapporto tra numero di impegni e reali risorse a disposizione. «Adesso conta vincere, ma tanto noi siamo sempre stati trattati da piccola dall’inizio del campionato – il sarcasmo di «Petko» – e vengono mandate avanti sempre altre squadre per altri interessi. Noi comunque tiriamo dritto per la nostra strada. Ci è mancato un po’ di fortuna, però dobbiamo anche essere bravi a provocarla. In Italia siamo pignoli, ma è chiaro che, con tanti impegni in calendario, delle difficoltà ci sono, lo abbiamo visto anche ieri (sabato, ndr) – ha detto in riferimento al ko della Juve con la Roma – Per essere una grande squadra dobbiamo dare risposte anche sotto questo punto di vista, per noi ci sono state anche due semifinali di Coppa Italia in questo periodo. Abbiamo voluto la bicicletta, adesso dobbiamo pedalare». Ma il Siena è una nuova salita, ancor più ripida se si pensa alla tradizione nera della Lazio all’«Artemio Franchi», una sola vittoria (3-2 nel 2006) in nove precedenti. Un altro tabù da sfatare, insomma. «È un segnale di allarme in più per partire subito con l’approccio giusto e giocarcela al 120% contro un avversario in grande forma – ha detto il tecnico biancoceleste – Sono già due giorni che lo ripeto alla squadra: stiamo tornando quelli di qualche tempo fa, certe qualità sono uscite, ma ce ne sono altre che devono essere rispolverate e tenute sotto
controllo». Petkovic si aspetta segnali. Ha perso Klose, ma ha trovato un degno sostituto, ora cerca altri nuovi protagonisti per il suo progetto: Kozak, Saha, Onazi, Ederson, tutti quelli che per un motivo o per l’altro non hanno giocato molto finora possono farsi trovare pronti proprio come ha fatto Floccari. E aspetta il colpo di reni della sua difesa, imbattibile fino a qualche settimana fa e ora non più ermetica. «Sì, ma su tante palle ferme – ha precisato il tecnico – Generalmente non permettiamo agli avversari di crearsi in maniera fluida occasioni. È una questione di concentrazione e di giusta cattiveria. Un difensore non può mai distrarsi, il suo compito è più difficile rispetto a quello di un attaccante». Dalla difesa, la svolta passa di lì.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy