Olimpico da Scudetto

Olimpico da Scudetto

Se il campionato si giocasse soltanto all’Olimpico la Lazio sarebbe – a oggi – campione d’Italia. Nessuna squadra infatti tiene il passo casalingo dei biancocelesti, neppure quella bianconera che pure può contare sull’effettoJuventus stadium. Tifosi praticam ente in campo, calore pazzesco. Non esattamente quello che in termini strutturali può offrire…

Se il campionato si giocasse soltanto all’Olimpico la Lazio sarebbe – a oggi – campione d’Italia. Nessuna squadra infatti tiene il passo casalingo dei biancocelesti, neppure quella bianconera che pure può contare sull’effetto
Juventus stadium. Tifosi praticam ente in campo, calore pazzesco. Non esattamente quello che in termini strutturali può offrire l’impianto capitolino. Eppure quando la Lazio sale le scalette dell’Olimpico non sembra esserci avversario che tenga.

I NUMERI – Otto vittorie casalinghe su dieci partite disputate dicono di una superiorità manifesta. Due soltanto le volte in cui i biancocelesti hanno rallentato il proprio ritmo: una scivolata – peraltro in una partita piuttosto sfortunata contro il Genoa – e un pari in rimonta contro il Torino – gol nella ripresa di Mauri – dopo un primo tempo opaco. Prima e dopo soltanto vittorie, senza fare alcuna differenza tra chi si aveva di fronte. “Big” o “piccola”, l’etichetta non conta. Ciò che vale infatti è il “verbo” di Petkovic, quello che la squadra è riuscito ad assimilare alla perfezione: non mollare fino al novantesimo, fino ad aver conquistato i tre punti, in tutte le competizioni in cui la Lazio è impegnata.

IL DETTAGLIO – La prima gara dopo la pausa natalizia – ultima giornata del girone d’andata – è stata da questo punto di vista esemplare. Il perfido diagonale di Sau ha gelato i presenti all’Olimpico e anche le gambe dei
calciatori della Lazio. Neppure il gol del pari di Konko era riuscito a rivitalizzare l’ambiente. Allora si è fatto sentire Petkovic con tutto il fiato che aveva nei polmoni. Ha spronato la squadra, ogni singolo calciatore, perchè la vittoria era ancora a portata. Bisognava soltanto crederci. Il tecnico bosniaco ha ridato coraggio al gruppo e quando Candreva ha sparato in fondo al sacco il rigore della vittoria, tutto l’Olimpico ha capito che il momento magico non era affatto finito. Che il ritmo Lazio in questa stagione non conosce soste in nessuna competizione (semifinale in Coppa Italia e girone di Europa Legua chiuso in vetta).

LA STRISCIA – Il campionato certo resta il primo obiettivo. Nell’ultimo turno, grazie al “favore” fatto dalla Samp dell’ex Delio Rossi, la Lazio ha ridotto il gap sulla Juve. Cinque punti e un intero girone di ritorno da disputare. E la rincorsa è stata presa da lontano. Fu proprio infatti a Bergamo che Petkovic diede avvio alla cavalcata biancoceleste in campionato (c’era già stata la vittoria contro il Mura nei preliminari di Europa League). Il gol di Hernanes su assist di Mauri – quasi un preludio di uno degli schemi preferiti in casa Lazio nel prosieguo della stagione – piegò l’Atalanta. Oggi tutto l’Olimpico spera che lo spartito non cambi. E se esiste una forza dei numeri, i biancocelesti arrivano davvero lanciati: è arrivata infatti a tredici la serie di risultati utili. Il record di quindici – che appartiene a Rossi – è davvero a un passo. Vincere avrebbe poi un significato psicologico fondamentale. Accrescere e confermare l’autostima e insieme incutere timore agli avversari. Anche quelli lontani. Il Parma dopo tutto è in un ottimo momento di forma…

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy