Pagato il conto salato dell’Europa

Pagato il conto salato dell’Europa

Neanche la Lazio riesce a sottrarsi agli effetti della febbre del giovedì sera, l’Europa League continua a imperversare sul campionato italiano. E così, dopo il Napoli e l’Inter, anche l’armata di Petkovic paga dazio in modo crudele, un’autentica disfatta al Franchi di Siena, punteggio che cancella ogni tentazione di attenuanti,…

Neanche la Lazio riesce a sottrarsi agli effetti della febbre del giovedì sera, l’Europa League continua a imperversare sul campionato italiano. E così, dopo il Napoli e l’Inter, anche l’armata di Petkovic paga dazio in modo crudele, un’autentica disfatta al Franchi di Siena, punteggio che cancella ogni tentazione di attenuanti, se non quelle legate alla stanchezza, forse più mentale che fisica, imposta dalla trasferta tedesca. Poi trova anche un fenomeno, quell’Emeghara che sigla una doppietta di lusso, velocità impressionante e tocchi di classe, come il tacco che lancia l’azione del gol di Rosina. Non possono spiegare tutto le assenze di Klose, Ledesma, Mauri e Radu, la Lazio in realtà non è esistita, rarissime le occasioni. E adesso il 3° posto deve continuare a dividerlo con il Milan, che affronta la volata col morale più alto.
E così va in archivio anche il quarto, e fortunatamente ultimo, atto di un turno di campionato sul quale l’Europa ha esercitato una perniciosa influenza. Conte si è lamentato degli impegni troppo assidui, dimenticando però che un anno fa, quando la Juve era fuori dalle coppe, sosteneva che giocarle era una garanzia di continuità in campionato. Ma poiché le recriminazioni arrivano da ogni parte, c’è da chiedersi se i vantaggi, economici e di ranking, relativi all’Europa League, possano compensare i disagi sofferti in campionato. Non sorprende che manchi una precisa volontà di andare avanti, almeno sulla strada dell’Europa minore. La maggiore dà appuntamento per domani al Milan, che non potrà schierare Balotelli nel terribile confronto di San Siro contro il Barcellona, la squadra favorita per la vittoria finale: poco o nulla avendo da perdere, potrà almeno giocarsela con serenità.

Il Tempo

Cittaceleste

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