Pali e Klose,Inter ko

Pali e Klose,Inter ko

L’Inter cade a otto minuti dalla fine, nel suo momento migliore, dopo aver colpito due pali. In pieno recupero le negano pure un rigore per fallo di Ciani su Ranocchia. Detta così sembra una beffa. Non lo è: ha vinto la squadra che ha giocato di più, che è stata…

L’Inter cade a otto minuti dalla fine, nel suo momento migliore, dopo aver colpito due pali. In pieno recupero le negano pure un rigore per fallo  di Ciani su Ranocchia. Detta così sembra una beffa. Non lo è: ha vinto la squadra che ha giocato di più, che è stata costruita e allenata per segnare il gol che le ha dato i 3 punti. A centrocampo la Lazio è ricca di uomini che possono imitare la splendida idea in verticale di Mauri per Klose. L’Inter no. Terzo scalpo eccellente dopo Roma e Milan, il bravissimo Petkovic, al nono risultato utile
di fila, si regala per Natale una classifica sontuosa che premia l’ottimo lavoro e anche la sua elegante  estione.
Urge mercato Per l’Inter, che oggipuò essere sorpassata dalNapoli e avvicinata da altri, arriva la quarta trasferta amara consecutiva (Coppa inclusa). Stavolta non è scattata la magia dello scontro diretto. Solito
copione della coperta corta: primo tempo abbottonato, senza rischi, ma desolatamente  privo di fase offensiva; quando nella ripresa ha provato a vincere, ci ha lasciato la partita.  Le colpe non sono di Stramaccioni, ma dei mezzi a disposizione. La sorpresa non sono le  sconfitte, ma vedere l’Inter così vicino alla Juve con un centrocampo tanto inferiore alla  concorrenza da scudetto. Il giovane tecnico sta facendo miracoli.  Anche ieri ha rivoltato l’Inter e stava per sbancare con il 4-4-2, uno degli schemi finora meno frequentati. A ridosso del Natale, l’Inter è l’unica pretendente  allo scudetto priva di un’identità di gioco. Strama deve procedere a tentoni, per compensare con sorprese e aggiustamenti  i limiti tecnici della truppa. L’impressione è che si stia trascinando al mercato di gennaio cercando di limitare i danni per poi mettere in
campo il suo calcio con un paio di interni più dinamici di Cambiasso  e più creativi di Gargano. Senza ritocchi, l’Inter non può sognare in grande. La vedete la sezione del tabellino  «Momenti chiave» qui sopra? Nel primo tempo non ci trovate scritto nulla. Non ci era mai successo. Basta questo per raccontare la bruttezza della prima metà che è sembrata un  lungo spot a favore del basket. L’atteggiamento dell’Inter, quasi integralmente votato al  contenimento, spiega in gran parte il mancato spettacolo, ma anche una Lazio dall’indole portoghese, incapace di  mungere da tanto sterile possesso qualcosa di pericoloso, ha dato il suo contributo.

Argentini giù Stramaccioni spalma la difesa a 4 per copriremeglio le fasce dove la Lazio, per costituzione, crea molto. La mediana a tre ha in Zanetti un  atipico perno centrale, pronto a chiudere le irruzioni di Hernanes,
così come Guarin, staccato alle spalle delle punte, deve  mordere l’impostazione di Ledesma, play basso nel 4-1-4-1 di Petkovic. La strategia difensiva  del 4-3-1-2 nerazzurro fa però subito acqua a sinistra, dove Konko comincia a battere poderosamente la fascia. Naturalmente Cassano non lo rincorre  e Cambiasso non regge in duello atletico. Infatti Strama porta  Cambiasso al centro e sposta il più tonico Gargano sulle pistedi Konko. Riflettiamo: Zanetti era stato dirottato al centro anche perché, a 39 anni, non ha  più la gamba per spingere; Cambiasso viene depistato per palese carenza di corsa. Lamediana che dovrebbe muovere l’Inter verso la porta è formata dai due argentini stanchi e da Gargano che non ha piedi di raso. Aggiungeteci il peggior Cassano dell’anno e capite perché l’Inter in tutto il primo tempo  non abbia mai avvicinato la porta.

Lazio sterile I soli nerazzurri che sembrano avere la forza per rialzare la squadra e armare  l’annoiatoMilito sono Nagatomo e Guarin. Pereira, ottimo colNapoli, retrocesso in difesa,  deve starsene buono in attesa di Konko che scappa agli altri. La colpa della Lazio è di non approfittare  di questi disagi e di questo atteggiamento del nemico. Il possesso è lento e sterile.  Mancano soprattutto le idee in verticale di Mauri ed Hernanes che dovrebbero schiudere l’ostrica nerazzurra, non paga la sorpresa di Petkovic: Lulic, spento, per Candreva che  invece avrebbe fatto comodo per l’abilità nel dribbling stretto e  nel tiro dalla distanza.

Ecco Palacio Nella ripresa Stramaccioni cambia l’Inter, in due tempi: subito 4-4-2 con Nagatomo  a centrocampo e Zanetti retrocesso terzino; poi dentro Palacio a fare l’esterno di centrocampo (fuori Cambiasso) e Guarin interno con Gargano. Tolta l’àncora dei senatori, ora la mediana ha un’anima atletica, un attaccante in più. L’Inter mostra un altro atteggiamento e infatti la porta si avvicina.  Guarin e Cassano timbrano due pali. Ma nel momento in cui la Lazio sembra accusare il ritorno dei nerazzurri, ecco l’invenzione diMauri che catapulta in gol Klose, che se n’era mangiato uno poco prima.  Sembra una beffa, in realtà è il
calcio: chi gioca di più, vince.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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