Parate da grande slam

Parate da grande slam

Bassano del Grappa, terra di liquori, di splendidi paesaggi e di gente che i sentimenti se li tiene dentro, senza lasciar trasparire quasi niente se non una freddezza che per chi arriva da sotto il Po potrebbe risultare persino fastidiosa. Federico Marchetti è nato a Bassano del Grappa (anche se…

Bassano del Grappa, terra di liquori, di splendidi paesaggi e di gente che i sentimenti se li tiene dentro, senza lasciar trasparire quasi niente se non una freddezza che per chi arriva da sotto il Po potrebbe risultare persino fastidiosa. Federico Marchetti è nato a Bassano del Grappa (anche se è cresciuto a Cassola, distante otto chilometri), lì torna appena ha qualche giorno di vacanza: qui, invece, ha portato il suo carattere glaciale che stasera alla Lazio serve come l’aria. Non è uno che si emoziona, Marchetti, almeno non sotto le luci dei riflettori: imperturbabile, low profile, anche quando fa il fenomeno. Cosa che nell’ultimo periodo è successa spesso.

Superpoteri
La Juventus ne sa qualcosa: ai punti, forse, avrebbe meritato due vittorie, prima in campionato, poi in Coppa Italia, ma è uscita dallo Juventus Stadium solo con due pareggi. Merito di un guastafeste con la tuta verde fosforescente, colore che spesso si accosta agli extraterrestri e che già da sola sarebbe la «tutina da supereroe» invocata una settimana fa da Floccari. Ecco, la parata che Marchetti fece il 17 novembre sul tiro di Vidal deviato da Quagliarella non fu roba da portieri «normali». Un gesto che rischia di essere la parata dell’anno, più di quelle che hanno tenuto in piedi Petkovic prima del gol di Peluso e del pareggio di Mauri. Si dice che lo Juventus Stadium, da solo, dia una carica in più: l’Olimpico con 55mila spettatori — tanti ne sono attesi stasera — non può che fare lo stesso effetto. Anche perché la Lazio ha un’occasione unica: passando il turno sarebbe l’unica a rimanere in corsa su tre fronti, aspettando che l’Inter (se quel giorno sarà ancora in Europa League) faccia il suo dovere il 17 aprile contro la Roma. Roma che si interroga su un portiere, Goicoechea, che ha dato più problemi che altro: Petkovic avrà pure il dubbio Klose, ma dietro può stare tranquillo.

Porte scorrevoli
Marchetti, infatti, nonostante i tre gol negli ultimi 180’, si mantiene ben al di sotto del gol subito a partita (0,71) e resta il miglior portiere della Serie A per media voto Gazzetta (6,41). Quasi mezzo voto più di Buffon, stabile al 6 netto. I due sono amici, e Gigi voleva Federico a fargli da vice a Torino nei giorni più bui della carriera di Marchetti, quando a Cagliari era emarginato e si allenava con la Primavera. Motivo questo, considerando che stasera la porta dei bianconeri la difenderà il «romanista» Storari, per cui Marchetti (un passato con le giovanili del Toro) Lazio-Juventus l’avrebbe potuta giocare con l’altra maglia.

Ci vediamo a Coverciano
Si sarebbe potuto allenare con Buffon a Vinovo, lo farà la prossima settimana a Coverciano: il ritorno in azzurro di Marchetti, dopo la figuraccia dell’Italia al Mondiale sudafricano, si consumerà lunedì, quando si raduneranno tutti in vista dell’amichevole con l’Olanda. Poche ore dopo che Marchetti avrà affrontato il Genoa, avversario contro cui lo scorso anno sbagliò una delle poche partite da quando è alla Lazio. A Roma nevicava, a Marassi faceva un freddo cane, nonostante si giocasse all’ora di pranzo. Farà freddo anche stasera e sarà freddo anche Marchetti, come al solito. E la Lazio?

La Gazzetta dello sport

Cittaceleste

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