Edy con Biava alla bocca, 2° posto solo a Parolo

Edy con Biava alla bocca, 2° posto solo a Parolo

ROMA – Parolo nell’aria. Inchinati, Pinilla, Marco ti ruba il lavoro. Semirovesciata da favola e record di 9 gol in campionato. Appena tornato, il centrocampista sforna due meraviglie, due proiezioni della sua costola malconcia: prima il siluro all’ex Parma, poi l’acrobazia che salva la Lazio a Bergamo. A Formello Tare…

ROMA – Parolo nell’aria. Inchinati, Pinilla, Marco ti ruba il lavoro. Semirovesciata da favola e record di 9 gol in campionato. Appena tornato, il centrocampista sforna due meraviglie, due proiezioni della sua costola malconcia: prima il siluro all’ex Parma, poi l’acrobazia che salva la Lazio a Bergamo. A Formello Tare l’aveva già ribattezzato il nuovo Gerrard: forse anche su questo chi sghignazzava (dopo il paragone Perea-Cavani), oggi deve chiedergli scusa. Perché non è solo Biglia il segreto della mediana, Parolo è perlomeno una splendida faccia della stessa medaglia. Suda e segna, più di Candreva e Djordjevic (rientrato finalmente nel 4-2-4), come Mauri e quasi come Felipe Anderson ancora appannato in questo rush finale. Al 40′ Parolo prova addirittura a raggiungerlo a quota 10 centri, il missile stavolta finisce alto. E la partita 1-1. Poteva andare peggio.

 

 

SCHERZO CRUDELE – Biava alla bocca, tutti in silenzio al 49′. Perché una beffa peggiore non poteva esserci: il grande ex, uno dei difensori più amati, sancisce il controsorpasso della Roma al secondo posto. E, ovviamente, anche Beppe rimane a testa in giù, dopo questa capocciata alla sua Lazio. Intimorita per 70′ a dire il vero, addormentata come sempre nel primo quarto d’ora della ripresa: il palo di Gomez al 47′ è solo il preambolo al vantaggio dell’Atalanta. In realtà, i biancocelesti – eccezion fatta per qualche fiammata di Keita, vicino al gol al 5′ (incrocio pieno) e al 33′ su assist dell’amico Anderson – non giocano nemmeno il primo tempo: prima è bravo Marchetti, su un colpo di testa di Migliaccio, poi è strepitoso su un tiro a giro di Gomez. Il miracolo è un tuffo in controtempo.

PAURA CHAMPIONS – Tacci tua, zio Edy, verrebbe da dire. Se solo questa Lazio non avesse le sue colpe. Troppa paura di cadere, dopo la vittoria di mezzogiorno giallorossa. Adesso, Pioli, non si fa più la corsa su se stessi. Bisognerà arrivare al derby, vincendo con Inter e Samp. Non solo per provare a riacciuffare l’argento solitario, ma per non perdere il bronzo. La strada per la Champions diventa più ripida, ma il timore di scivolare oggi rimane il vero ostacolo. Bisogna stringersi a cerchio e cantare più forte Vola Lazio Vola.

Cittaceleste.it

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