Patto tra Lotito e Curva Nord

Patto tra Lotito e Curva Nord

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI CLAUDIO LOTITO Premiato, non contestato. E’ un Lotito più umano, è un presidente-papà, dolce ed esigente. Ieri, per trenta minuti, ha tenuto a rapporto i giocatori nel nuovissimo e modernissimo spogliatoio di Formello: «Ho detto che bisogna andare in campo rispettando i valori della Lazio,…

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI CLAUDIO LOTITO

Premiato, non contestato. E’ un Lotito più umano, è un presidente-papà, dolce ed esigente. Ieri, per trenta minuti, ha tenuto a rapporto i giocatori nel nuovissimo e modernissimo spogliatoio di Formello:  «Ho detto che bisogna andare in campo rispettando i valori della Lazio, rispettando tutti coloro i quali, dal 1900, si sono stretti attorno ad un’idea» . Parla di storia e la fa rivivere, professa la fede biancoceleste. E’ un presidente più vicino alla gente e i tifosi gli stanno riconoscendo maggiore lazialità. Il patto tra Lotito e la Curva Nord è stato celebrato ufficialmente ieri dopo anni di contrasti, litigi, divisioni. Negli ultimi tempi s’era respirata un’aria nuova all’Olimpico, tante iniziative pensate da Lotito sono servite per riavvicinarlo al suo  Ieri a Formello ha tenuto a rapporto la squadra per mezz’ora, chiedendo maggiore dedizionepopolo.

L’ANNUNCIO –  «L come Lotito e come Lazialità» , ci ha scherzato su il presidente. Il premio Lazialità 2012 l’ha ricevuto per aver salvato la Lazio, per aver ridato speranza alla gente. C’erano tanti tifosi ieri in Campidoglio, tanti esponenti della Nord. E’ nato un siparietto simpatico, Lotito ha risposto alle domande dei supporter. I tifosi hanno fatto un passo indietro, lo stesso ha fatto il presidente.  «Adesso vediamo che c’è qualcosa, lei presidente è stato sotto la Nord con Gascoigne, una scena che qualche tempo fa sarebbe stata impensabile. Abbiamo fatto un passo indietro tutti, noi ora le chiediamo un ultimo sforzo, manca davvero poco, bisogna spingere sull’acceleratore, lo faccia a gennaio con qualche acquisto », è stato l’appello lanciato da un tifoso laziale. Lotito era felice di confrontarsi, ha risposto con un annuncio:  «Oggi inizia un’epoca nuova. Se in passato ho assunto certe posizioni l’ho fatto perché sentivo di non essere compreso, per fare delle cose ci vuole tempo, oggi ne abbiamo fatte tante, ma non ci fermiamo. Vorrei che questa famiglia, in modo unito, portasse avanti la storia laziale» . La famiglia laziale unita, non c’è vittoria più bella. Lotito non si fermerà, l’ha promesso:  «Sono laziale da sempre, da quando avevo 6 anni, ho avuto una sola squadra anche se mi davano del romanista. Dobbiamo difendere la nostra storia, proiettarla nel futuro per diventare sempre più grandi a livello nazionale e internazionale. Dobbiamo fare il salto da grande squadra, possiamo riuscirci solo restando uniti, l’unione fa la forza. Siamo nati nel 1900, abbiamo un messaggio da tramandare. Il nostro modo di essere deve tradursi sul campo in termini di risultati» .

GLI ACQUISTI – I tifosi gli hanno chiesto altri acquisti, ha fatto lo stesso Veron prima di lasciare il Campidoglio:  «Presidente, faccia uno sforzo» , gli ha detto col sorriso Sebastian. Lotito ha promesso attenzione sul mercato:  «Faremo tutto ciò che serve per rendere ancora più competitiva la squadra, dobbiamo capire dove dev’essere integrata. Noi non vendiamo, compriamo. Lotito “caccia li sordi” si è cantato spesso, io dico che i soldi non risolvono i problemi, serve un organico funzionale per vincere. Klose ha scelto di giocare nella Lazio non per i soldi, ma perché ha sposato un progetto. Lo volevano in tanti, anche il Milan, è venuto da noi. Sono stato tra i primi a prendere i parametri zero, ora lo fanno tutti. Abbiamo giocatori importanti in rosa, in attacco c’è gente come Floccari, l’hanno chiesto in 7 tra cui Inter e Napoli, poi ci sono Zarate, Rocchi, Kozak. Mettiamo i letti a castello a Formello?» , se l’è cavata con una battuta il presidente. Alla Lazio manca una cosa secondo lui:  «Manca la cattiveria…» . Non vuole sentire parlare di Lazietta:  «Ma quale Lazietta! Oggi è la Lazio e speriamo che diventi una grande Lazio. La grandezza la fanno gli uomini, è il compito che ci aspetta» . Ha ricordato i momenti iniziali:  «Stavamo morendo, c’era una montagna di debiti. All’inizio pagavo due squadre, anche a te Veron ho mandato dei soldi, è vero?» , ha chiesto il presidente a Sebastian. Veron ci ha pensato su:  «Non mi ricordo, devo chiedere a mia moglie…» . Risate e applausi, che bella famiglia.

Il Corriere dello Sport

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