Pazzi di Onazi

Pazzi di Onazi

Lo manda Taribo West e Xavi (cui si ispira per ruolo e caratteristiche) gli ha fatto i complimenti; va matto per l’anguria, ma è la sua unica trasgressione. Per il resto è tutto casa (vive nel centro sportivo di Formello) e chiesa. E non è un modo di dire, perché…

Lo manda Taribo West e Xavi (cui si ispira per ruolo e caratteristiche) gli ha fatto i complimenti; va matto per l’anguria, ma è la sua unica trasgressione. Per il resto è tutto casa (vive nel centro sportivo di Formello) e chiesa. E non è un modo di dire, perché nella sua vita c’è spazio solo per calcio e fede. È Eddy Onazi, l’uomo nuovo della Lazio e presto, forse, dell’intera Serie A.

Predestinato Fino a un paio di mesi fa erano in pochi a conoscerlo. Poi, improvvisa, l’esplosione. Prima in Coppa d’Africa: giocata (in Sudafrica) e vinta con la Nigeria. Doveva essere un rincalzo, è stato un perno insostituibile. E dopo l’Africa ha conquistato pure l’Europa. È accaduto giovedì alla Mercedes Arena di Stoccarda, dove Onazi ha fatto uno di quei gol che solo i grandi calciatori sanno fare. Un coast to coast di 50 metri con cui ha aperto la difesa tedesca prima di beffare il portiere avversario. E pensare che il 3 gennaio scorso Onazi aveva già fatto la stessa cosa, con la Nigeria. Diverso solo il finale. Perché dopo aver rubato palla a centrocampo ed essersi fatto anche lì una cinquantina di metri palla al piede, aveva scaricato a un compagno, Dike, che aveva poi segnato. Piccolo particolare, il nome dell’uomo cui Onazi aveva soffiato il pallone: un certo Xavi. Sì, perché la partita era l’amichevole Nigeria- Catalogna, giocata a Barcellona e finita 1-1. A fine gara Xavi si avvina a Onazi e gli fa: «Ma tu chi sei? Dove giochi? Complimenti, sei proprio bravo».

Lo manda Taribo Forse, se Taribo West avesse giocato in Spagna ora Onazi sarebbe nella Liga. E invece questo progetto di campione è tutto «nostro». West, ex difensore di Inter e Milan, suo mentore, lo ha segnalato a molti club italiani un paio d’anni fa. La Lazio ha bruciato tutti. Era il gennaio del 2011, Onazi aveva appena 18 anni, ma Edy Reja, all’epoca tecnico laziale, voleva farlo debuttare subito perché aveva intuito le sue grandi potenzialità. Ma Onazi si fece male con la Primavera e così l’esordio in A slittò di un anno. Fu proprio Reja a concederglielo prima di accomiatarsi dalla Lazio. Con Petkovic l’ascesa è continuata. Il tecnico di Sarajevo già a settembre lo aveva schierato titolare a Londra contro il Tottenham. Ora, dopo le imprese in Coppa d’Africa e il gollone di Stoccarda, Petko ha deciso di puntare su di lui. Domenica con la Fiorentina sarà ancora titolare.

Nato il 25 dicembre E lui, Eddy, come vive tutto questo? Dispensando sorrisi e ringraziando Dio. È profondamente religioso, il nigeriano, e non poteva essere altrimenti visto che è nato il giorno di Natale (del 1992). Cristiano, il suo punto di riferimento è il predicatore nigeriano T.B. Joshua che a Lagos ha dato vita ad un’organizzazione ecclesiastica, alla quale è legato pure il piccolo club People Academy, da cui Onazi è partito. E il cui tutor è Taribo West. Per i ragazzini di Lagos West è sempre un’icona. Mapresto potrebbe essere scalzato dal suo pupillo. Già, perché questo Onazi va di corsa. Come si è visto a Stoccarda.

La Gazzetta dello Sport

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