Petko, pane e Lazio…

Petko, pane e Lazio…

Pane, Lazio e così sia. È il credo di Vladimir Petkovic. Almeno per il momento. Il tecnico biancoceleste è un uomo di calcio ma, come tutte le persone di questo mondo, ha i suoi interessi, come leggere libri e andare al cinema, e le sue passioni, come il tennis, lo…

Pane, Lazio e così sia. È il credo di Vladimir Petkovic. Almeno per il momento. Il tecnico biancoceleste è un uomo di calcio ma, come tutte le persone di questo mondo, ha i suoi interessi, come leggere libri e andare al cinema, e le sue passioni, come il tennis, lo sci e l’arte, ma per ora sono state accantonate per vivere quasi ventiquattrore al giorno attorno alla sua nuova creatura, la Lazio. In realtà, per non rimanere tanto lontani al famoso film dove ci sono due mostri sacri come De Sica e la Lollo (Pane, amore e fantasia), a lui molto caro secondo alcuni amici, in questo uomo croato tutto d’un pezzo c’è tanta fantasia e soprattutto tantissimo amore per la sua famiglia. La moglie Ljiljana, professoressa d’inglese, e le sue due figlie Ines e Lea, rispettivamente di 22 e 17 anni ed entrambe studiano lingue, sono tutto il suo mondo, ma anche loro per un po’ dovranno fare a meno del papà. La moglie fa avanti e indietro con la Svizzera e a lui non resta che lavorare solo ed esclusivamente sulla Lazio. Da quando il dottor Vlado si è immerso in questa nuova avventura è un po’ più lontano del solito dalla famiglia e non potrebbe essere altrimenti. È la sua grande occasione. Fino a quando non sarà sicuro di aver dato alla squadra l’impronta che vuole, non lascerà nulla al caso, dedicando tutto se stesso al lavoro sul campo. È fatto così Petko e guai a dissuaderlo. Da poco tempo ha scelto la casa, una villa all’Olgiata, in un comprensorio vicino al centro sportivo di Formello. Per circa un mese è stato tentato di andare ad abitare nei pressi del centro di Roma, ma siccome la signora Lijljana spesso rientra in Svizzera per stare vicino alle figlie, ma anche per questioni di lavoro, allora il tecnico croato ha scelto, insieme alla consorte, una sistemazione vicino al suo posto di lavoro. A casa passa pochissimo tempo, anche perché la mattina molto presto circola già all’interno del centro sportivo biancoceleste per cominciare a studiare squadra, avversari, tattica e programma d’allenamento. È uno meticoloso che pianifica ogni cosa. Ma non è un burbero, né un uomo di ghiaccio come qualcuno possa pensare. Petko è uno alla mano e, forse, al momento, l’unico momento di svago che si concede a volte è quando va a fare la spesa in qualche supermercato vicino casa, considerato che sa cucinare e ama la buona tavola. Qualcuno comincia a riconoscerlo e lui non si tira affatto indietro anzi se può, si mette a chiacchierare sulla Lazio e sul calcio in generale.

Con il suo modo di fare e di interagire ha conquistato tutti. E da un certo punto di vista è anche facilitato dalla conoscenza delle lingue. Con i giocatori parla in italiano, tedesco, spagnolo e francese che conosce perfettamente assieme al serbo-croato, poi mastica anche un po’ d’inglese (lo sta perfezionando proprio in queste settimane) e conosce perfino il russo, studiato a scuola. Un modo per mettere sicuramente a proprio agio chi gli sta attorno. Miro Klose è stato conquistato da Petkovic proprio grazie a questo suo modo di comunicare. I due sia in allenamento sia in partita parlano in tedesco, ma la stessa cosa la fa con Lulic, con i sudamericani e così via.
Non vede l’ora di poter avere un po’ di tempo per andare a perdersi nelle vie del centro di Roma e intrufolarsi in qualche ristorante che non conosce, come faceva un po’ di tempo fa con il suo amico Flavio, un commercialista romano che conosce da quasi venti anni. L’altra sera, quando Lotito ha invitato la squadra a cena, è stata una delle primissime uscite serali di Vlado Petkovic. Chissà a quando la prossima occasione. Per adesso c’è da far crescere la Lazio. La sua missione.

fonte: il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

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