Petkovic come Conte o viceversa

Petkovic come Conte o viceversa

Costruire una Lazio imprevedibile attraverso la varietà di soluzioni tattiche era diventato, subito dopo le prime giornate di campionato, il tema principale spesso evocato da Petkovic. Con il Mura, la sera del 23 agosto e in fondo a un’estate piena di interrogativi, il tecnico di Sarajevo aveva trovato la formula…

Costruire una Lazio imprevedibile attraverso la varietà di soluzioni tattiche era diventato, subito dopo le prime giornate di campionato, il tema principale spesso evocato da Petkovic. Con il Mura, la sera del 23 agosto e in fondo a un’estate piena di interrogativi, il tecnico di Sarajevo aveva trovato la formula dei trequartisti (4-1-4-1) che gli ha permesso di entrare in corsa per il terzo posto e la qualificazione Champions. Sullo stesso campo, con il Maribor, giovedì notte ha finalmente scoperto il piano B e ha fatto intravedere lampi di quel gioco aggressivo, entusiasmante e votato all’attacco di cui spesso si era parlato presentandolo al calcio italiano. Ora Petkovic non cambierà modulo, procederà per gradi ma potrà contare su diversi temi tattici da sfruttare. Ha intenzione di portare un gruppo di giocatori già maturi e con lo spessore per interpretare tanti tipi di calcio a cambiare e trasformarsi durante la stessa partita. E’ un alchimista, usando un’espressione vetusta ma efficace, spesso ha parlato di squadra camaleonte. Dopo cinque mesi di esperienza in Italia, Petkovic ha già centrato diversi traguardi. Il primo: ha portato una mentalità nuova, ci teneva all’Europa League e ha vinto il girone senza compromettere l’andamento del campionato. Il secondo: parla di fame e di voglia di vincere, sta cercando di trasmettere una mentalità vincente ai suoi giocatori. Altre squadre, già qualificate, si sarebbero presentate a Maribor demotivate. La Lazio s’è divertita e ha entusiasmato, alimentando se stessa e il suo progetto. Dal punto di vista dello spirito e della determinazione feroce, Petkovic ricorda Conte e il suo primo anno alla Juve. Non s’accontentava mai e spiccò il volo passando dal 4-3-3 al 3-5-2: quel cambio di modulo diventò la bandiera dell’imprevedibilità bianconera. Senza parlare di scudetto, questa Lazio ha scoperto nella notte di Maribor quanto è bello vincere e come sarà appassionante mantenersi competitivi su tre fronti, compresa la Coppa Italia, senza calcoli e rinunce. Lo diceva Radu, novello capitano, lo pensano tutti nello spogliatoio. Non si fermeranno, vogliono vincere.

Il Corriere dello Sport

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