Petkovic, fame d’Europa

Petkovic, fame d’Europa

 Ha voglia di andare avanti, di scavalcare il Maribor nel girone di Europa League, di trovare altre convincenti risposte dalla Lazio. Petkovic fa pretattica, ma risparmierà alcuni big con l’idea di non stravolgere l’assetto collaudato di una squadra che dovrà dimostrarsi competitiva non solo in campionato. Dalla trasferta di Londra…

 Ha voglia di andare avanti, di scavalcare il Maribor nel girone di Europa League, di trovare altre convincenti risposte dalla Lazio. Petkovic fa pretattica, ma risparmierà alcuni big con l’idea di non stravolgere l’assetto collaudato di una squadra che dovrà dimostrarsi competitiva non solo in campionato. Dalla trasferta di Londra è rientrato con l’idea di una squadra solida, dura come l’acciaio, pronta a resistere all’assalto degli Spurs. Ora chiede una prova di carattere e concretezza ai biancocelesti.  «E’ una partita importante, non la più importante, ma significativa. Il Maribor ha vinto 3-0 alla prima giornata, forse è stato un risultato esagerato rispetto alla prestazione, ma si tratta di una buona squadra. Vengono dai preliminari di Champions. Non sarà facile».

MIX – Con lo Young Boys s’era divertito in Europa League, con la Lazio intende prolungare l’avventura, provando a cambiare la mentalità italiana. Non si snobba il torneo, significherebbe svilire il risultato della passata stagione, quando Reja chiuse al quarto posto.  «Si deve giocare allo stesso modo in campionato e in Europa League. Si fatica un anno per arrivarci, sarebbe stupido non considerare un traguardo conquistato l’anno prima. Non è la Champions, ma resta un obiettivo prestigioso». Turnover ragionato. Petkovic ha bisogno di coinvolgere altri giocatori importanti (e sinora poco utilizzati) nel progetto.  «Non ragiono solo nell’ottica della prossima sfida con il Pescara. Mi interessa che ogni giocatore si batta per dimostrare il proprio valore e per provare a sovvertire le gerarchie del momento, mettendomi in difficoltà». E’ un’occasione per Cana, un’altra possibilità per Ederson.  «Dovrebbe essere un assetto variabile. La squadra deve sfruttare le qualità dei giocatori che scenderanno in campo. Aspetto che mi arrivino dei segnali da chi è stato infortunato o indisponibile nell’ultimo periodo. Alcuni hanno giocato non essendo al 100 per cento, mi aspetto anche da loro una risposta». Questo aspetto fa ritenere a Petkovic che la Lazio riuscirà lo stesso ad esprimersi su uno standard elevato. Non è ancora ai livelli di turnover di Napoli e Inter (metteranno in campo quasi tutte le riserve), ma si tratterà di un mix ponderato.  «Un rischio c’è sempre, ma non si può scegliere tra campionato ed Europa League. Dobbiamo aspettare le partite e vedere come si sviluppano. E poi sono rischi calcolati. Cercherò di rinfrescare la squadra e sono convinto che tutti si faranno trovare pronti per il campionato».

TESTA – Non vede la Lazio stanca, ma alla sesta partita in diciotto giorni ci può essere meno brillantezza.  «E’ successo anche al Napoli. Dopo aver affrontato la Lazio, ha vinto a Genova con la Samp senza brillare. E’ normale. Serve il carattere per superare i momenti nei quali c’è meno brillantezza». E allora conta lo spessore morale, la personalità, la capacità di portare a casa i risultati.  «La testa conta tantissimo. Dal fattore mentale dipendono tutti gli altri valori, che devono essere supportati dalla testa. Siamo calati come risultati incassando due sconfitte consecutive, ma la Lazio ha ripreso la marcia. Si deve avere tanta fame e dimostrarla sul campo».

GERARCHIE – Farà riposare il centravanti tedesco, che dopo la trasferta di Pescara partirà un’altra volta per rispondere alla convocazione del ct Loew. Petkovic lo adora, ma preferirebbe cancellare l’idea di una dipendenza della Lazio dal suo fuoriclasse.  «Klose è importantissimo, tante volte ha trascinato la squadra e tante volte la squadra ha trascinato lui. Per me conta di più la squadra che il valore di ogni singolo giocatore. La diffida in campionato? Non guardo così avanti, vedo solo chi sta meglio come condizione, non considero squalifiche e infortuni. Quando succede, ci sono altri giocatori che entrano». Toccherà a Floccari. Kozak e Zarate non hanno monetizzato l’occasione avuta in campionato con il Genoa. Concorrenza durissima e regole da accettare. Per tutti.  «Dall’inizio si sapeva che abbiamo tanti attaccanti. In campo possiamo andare in undici, di solito ci sono una punta di ruolo e tanti trequartisti. Giochiamo con quattro o cinque giocatori di propensione offensiva. Tocca a loro sfruttare le occasioni, quando si presentano, per mettermi in difficoltà». Ieri, prima di scendere in campo per la rifinitura, ha messo la Lazio di fronte alla tv per studiare gli sloveni.  «Da diversi anni il Maribor domina il campionato sloveno, sono primi in classifica e stanno facendo bene. Ci prepareremo anche con una video analisi dei nostri avversari, hanno diversi giocatori giovani e di qualità. Ma noi siamo la Lazio e dovremo farci valere, anche perché giochiamo in casa».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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