Petkovic ha imparato l’italiano

Petkovic ha imparato l’italiano

Un bacio alla Svizzera, il Natale in viaggio per Sarajevo e la testa a Roma. Alla Lazio. Vladimir Petkovic è uomo di mondo: «Avete tre possibilità — disse la scorsa estate —, chiamatemi bosniaco, croato o svizzero». Passaporti, anche calcistici. Un biglietto da visita, che però si aggiorna di continuo.…

Un bacio alla Svizzera, il  Natale in viaggio per Sarajevo e la testa a Roma. Alla Lazio. Vladimir Petkovic è uomo di mondo: «Avete tre possibilità — disse la scorsa estate —, chiamatemi bosniaco, croato o svizzero». Passaporti, anche calcistici. Un biglietto da visita, che però si aggiorna di continuo. Ora l’allenatore ne ha
preso un quarto: sei mesi di SerieAgli valgono anche il documento italiano. Segni particolari: 18 reti subite in 18 partite, terza difesa del campionato. Una proiezione da (soli) 38 gol incassati a fine torneo: in Svizzera, con lo Young Boys, aveva viaggiato a medie superiori, tra l’1,25 e l’1,37 reti subite a match.

Mediazione È l’intelligente mediazione tra il suo manifesto programmatico e le caratteristiche della sua Lazio. «Dobbiamo  dominare tutti gli avversari », disse Petkovic il giorno della sua presentazione. La realtà dice che la Lazio ha messo in campo mille facce diverse.  Petko il trasformista ha fatto vedere l’edizione spettacolare
della sua Lazio — ricordate il  3-2 show al Milan? — ma anchequella pratica, che è andata  a strappare lo 0-0 allo Juventus Stadium e sabato scorso, a Genova contro la Sampdoria,  ha chiuso il match con cinque
difensori più Konko a centrocampo. Diciotto reti subite, di cui 7 in due match tra Napoli a Catania. Due incidenti, perché poi il campionato ha detto altro.  Petkovic il pragmatico ha studiato la sua Lazio, ha messo
in campo il 4-5-1 e ha detto: un gol, lì davanti, prima o poi con Klose ed Hernanes lo faccio. E allora tanto vale curare alla perfezione la fase difensiva: Marchetti è rimasto imbattuto in 12 delle 17 partite giocate
tra campionato e coppe. Verso il 3-4-3 «Quello che abbiamo  fatto fin qui nessuno ce lo potrà togliere», dice Petkovic. Fieno in cascina, questi 36 punti. Ma il tecnico trasformista  vuole che la sua Lazio sappia giocare in tanti modi. Hernanes è un po’ giù? Ledesma è in calo? Metto un difensore in  più e porto a casa il risultato.
Ma ora le vacanze riconsegneranno  una squadra riposata, nella testa e nel fisico. E così dal 31 in poi — giorno della  ripresa a Formello—il tecnico potrà preparare la svolta annunciata. Petkovic lavorerà sul 3-4-3, il modulo che l’ha di fatto portato alla Lazio, del quale il d.s. Tare s’innamorò mentre andava a seguire un  certo Lulic nello Young Boys. Lulic, rinnovo vicino Chissà se anche con il 3-4-3 continuerà  a mostrare con orgoglio il suo nuovo passaporto italiano. Di sicuro, gli consentirà di recuperare appieno Lulic, che già
contro la Sampdoria ha dato segnali di risveglio (e non solo per l’azione che ha portato al  gol di Hernanes). Sarà stato anche per la presenza in tribuna del procuratore del bosniaco,  Kevin Fioranelli, insieme con il padre Vinicio, che hanno avuto un contatto con Lotito e il d.s. Tare. C’è in piedi la trattativa per il rinnovo dell’esterno, al quale Lotito ha promesso un adeguamento  economico. Un adeguamento che forse meriterà anche Petkovic. Magari anche solo un rimborso spese per il nuovo passaporto italiano, se la qualificazione
in Champions—miraggio delle ultime due stagioni — nel 2013 si trasformerà in realtà.

La Gazzetta dello Sport

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