Petkovic insegue Herrera

Petkovic insegue Herrera

 Nessuno ha osato così tanto. E’ una rivoluzione, tremano i record. Petkovic come Maestrelli, inseguendo Herrera. Ha eguagliato il Maestro centrando le tre vittorie di fila in campionato. E ora sfida il Mago, calò il poker alla guida della Grande Inter nel 1960-61 (quattro successi nelle prime quattro partite di…

 Nessuno ha osato così tanto. E’ una rivoluzione, tremano i record. Petkovic come Maestrelli, inseguendo Herrera. Ha eguagliato il Maestro centrando le tre vittorie di fila in campionato. E ora sfida il Mago, calò il poker alla guida della Grande Inter nel 1960-61 (quattro successi nelle prime quattro partite di serie A). Herrera è l’unico allenatore straniero ad esserci riuscito alla prima apparizione nel nostro campionato (nella statistica vengono considerati gli esordienti assoluti in panchina). Petkovic può riscrivere la storia 50 anni dopo, è in scia ai grandi allenatori, agli aristrocratici del campionato italiano. E pensare che lui era il signor nessuno…

LA STORIA – Maestrelli è stato affiancato, il mito Herrera è lì ad un passo, manca una sola vittoria per acchiapparlo. La storia rifà l’appello, se Petkovic batterà il Genoa centrerà un doppio colpo: il record (eguagliato) di Maestrelli diventerà assoluto e quello di Herrera dovrà essere condiviso (sempre che Petkovic non lo migliori). Herrera, il santone, il padre dell’Inter pluriscudettata, il profeta del “taca la bala”, fu capace di vincere quattro volte nelle quattro gare iniziali del torneo 1960-61. La sua Inter schienò l’Atalanta (1-5), vinse contro il Bari in casa (2-1), rifilò sei gol all’Udinese (0-6) e ben 5 al Vicenza (5-0). Strano ma vero, fu la Lazio a frenare la cavalcata del mago alla quinta giornata (0-0). Petkovic, 50 anni dopo, ha centrato tre vittorie consecutive (Atalanta, Palermo e Chievo) e non ha intenzione di fermarsi. Maestrelli, nel 1974-75, si fermò alla quarta giornata, dopo aver battuto Cesena (2-1), Vicenza (1-2) e Samp (3-0) impattò contro la Ternana in trasferta (1-1).

GLI ALTRI – Petkovic ha la possibilità di diventare l’allenatore laziale più vincente nell’avvio di campionato e nel contempo può far meglio rispetto ad altri grandi nomi stranieri. Herrera calò il poker, un’impresa sfiorata da Lucescu (Pisa, 1990-91) e Mourinho (Inter, 2008-09): nelle prime tre gare di serie A si sono fermati a due vittorie e un pareggio. Tutti gli altri dietro, hanno fatto registrare punteggi meno alti. Liedholm, nel 1964-65, alla prima esperienza da tecnico del Milan (negli anni precedenti fu assistente), partì con un pareggio e poi centrò due vittorie, ma era comunque un personaggio già conosciutissimo.

IL PROFILO – Petkovic ha una grande chance, si sta prendendo una bella rivincita. E’ arrivato ed è stato accolto come un alieno, ha guadagnato stima e s’è arrampicato in vetta alla classifica. Ha raccolto consensi la sua maniacale voglia di non lasciare nulla al caso per lasciare il meno possibile agli avversari. Piace la sua  «fame infinita» di vittorie. E non è tipo che vive di rendita, non è tipo che si crogiola o si scompone, lui non cede alle lusinghe. La sua Lazio lascia le orme in campo, è capace di fiammate devastanti. E’ un orologio svizzero ed una bomba a orologeria. Vladimir Petkovic, oggi, è la grande sorpresa di questo inizio di stagione. Difesa alta, pressing, bel gioco, ha creato una Lazio di tamburi e di violini. Curiosi e invidiosi, nessuno lo snobba più.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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