Petkovic, “La svolta ogni giorno”

Petkovic, “La svolta ogni giorno”

Un traguardo atteso dieci anni. Tanto tempo è passato dall’ultima apparizione della Lazio negli ottavi di finale di una competizione europea: Coppa Uefa 2002/03, in panchina c’era ancora Roberto Mancini e i biancocelesti si fermarono solo in semifinale, abbattuti dal Porto. Stavolta siamo ancora agli ottavi, ma la gioia è…

Un traguardo atteso dieci anni. Tanto tempo è passato dall’ultima apparizione della Lazio negli ottavi di finale di una competizione europea: Coppa Uefa 2002/03, in panchina c’era ancora Roberto Mancini e i biancocelesti si fermarono solo in semifinale, abbattuti dal Porto. Stavolta siamo ancora agli ottavi, ma la gioia è grande non tanto per l’avversario superato – all’Olimpico il Borussia ha mostrato limiti importanti – quanto per l’ottima prestazione esibita di fronte al pubblico amico.
Forse, anzi sicuramente non è giusto chiamarla svolta perché, per dirla con Vladimir Petkovic, «ogni giorno bisogna dare una svolta e noi in otto mesi abbiamo già fatto tanto in campionato e coppa», ma l’appuntamento europeo era fondamentale per la Lazio, in cerca del riscatto immediato dopo la brutta sconfitta di Siena: «Sono contento per come ha reagito la squadra – ha ammesso il tecnico di Sarajevo – siamo entrati in campo col giusto approccio, in Europa ci vuole il massimo cinismo e noi lo abbiamo avuto, rimanendo concentrati per 90 minuti».
Alla vigilia Petkovic aveva dato indicazioni precise alla squadra: attenzione difensiva, concentrazione massima e continuità. «Ho chiesto ai ragazzi di non subire gol – ha rivelato il tecnico bosniaco – era importante per il morale. Con il Borussia non era facile, abbiamo avuto due giorni in meno di riposo e loro credevano fortemente nella qualificazione, anzi forse ci credono pure ora negli spogliatoi. Ma noi abbiamo fatto bene. Solo negli ultimi minuti ci siamo un po’ distratti, ma era anche normale».
Di sicuro il ritorno al consolidato 4-1-4-1 ha giovato alla Lazio, così come l’ottima prestazione di Cana, ma Petkovic non boccia ancora la difesa a tre: «Ogni partita fa storia a sè – ha spiegato il tecnico biancoceleste – per ora la difesa a quattro dà risultati migliori, ma anche stasera negli ultimi minuti abbiamo giocato a tre. E poi rispetto a Siena è cambiato poco: lì abbiamo preso 3 gol su quattro tiri in porta, qui abbiamo segnato alle prime due occasioni e tutto è diventato più facile».
La Lazio europea, però, è sembrata completamente diversa, come sottolineato dal presidente Lotito («Ho visto una squadra determinata, vogliosa, consapevole di poter portare a casa il risultato, decisamente diversa da Siena»), dall’allenatore del Borussia Favre («La Lazio ha giocato molto bene, merita la qualificazione in Champions») e in fondo dallo stesso Petkovic: «Ora dobbiamo ottenere qualcosa in più – ha sottolineato il tecnico di Sarajevo – e lunedì avremo subito una verifica importante contro il Pescara, una squadra che possiamo e dobbiamo dominare».
Poi ci sarà la dura trasferta contro il Milan, un vero e proprio spareggio per il 3° posto, importante anche in vista dello storico ottavo europeo contro lo Stoccarda, «una squadra tosta – ha spiegato Petkovic – ma più o meno sul livello del Borussia».

Il Tempo

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