Petkovic, “Non chiedo aiuti, ma basti errori”

Petkovic, “Non chiedo aiuti, ma basti errori”

 Educato, signore. Petkovic è sempre lo stesso e dovrebbe essere preso a esempio dal calcio italiano. Ha portato una mentalità nuova, non è mai salito sul pulpito. Ha parlato ogni volta da uomo normale e da allenatore vero, non da scienziato. Nelle ultime settimane è solo diventato meno sorridente del…

 Educato, signore. Petkovic è sempre lo stesso e dovrebbe essere preso a esempio dal calcio italiano. Ha portato una mentalità nuova, non è mai salito sul pulpito. Ha parlato ogni volta da uomo normale e da allenatore vero, non da scienziato. Nelle ultime settimane è solo diventato meno sorridente del solito, forse avverte la tensione e lo stress del risultato. Le stagioni si valutano al traguardo e Vlado, durante il percorso, ha perso dei pezzi importanti per infortunio (Klose, Mauri, Konko) e altri (Cavanda) per scelte che non appartengono al campo. Si è fatto ancora più forte, ha difeso il suo gruppo e sta cercando di infondere sicurezza anche a Pereirinha, perché dall’idea di un inserimento graduale il portoghese è stato fatto diventare il giocatore più importante della rosa. La Lazio ha un solo modo per raggiungere la Champions. Riprendere a correre, usare e sfruttare tutte le risorse disponibili, ritrovando l’entusiasmo d’autunno. Otto punti nelle prime otto giornate del ritorno, meno 10 rispetto al girone d’andata, prima il sorpasso e poi l’allungo del Milan. Petkovic non può fallire il confronto diretto con la Fiorentina, si deve mantenere nella scia di Allegri. Ecco perché ieri non sorrideva. Ha scoperto l’instabilità di una piazza come Roma, capace di esaltarti se passi in Germania e anche di sbriciolarti se perdi con il Milan per colpa di un arbitro (Rizzoli) che caccia Candreva senza motivo dopo un quarto d’ora. A undici giornate dal traguardo, non c’è più tempo da perdere. Serve solo una concentrazione feroce.
Cosa ha dato in più alla Lazio il successo di Stoccarda?
«E’ da verificare, da sperare che abbia dato qualcosa in più, da confermare».

Quanto è importante la partita con la Fiorentina. Vale l’Uefa?
«Vedendo l’andamento della partita tra Genoa e Milan, è molto importante per tutte e due le squadre ottenere la vittoria. Noi, se vogliamo restare nelle sfere alte della classifica, dobbiamo vincere. Ci servono i tre punti».

Onazi merita una conferma?
«Onazi è come tutti gli altri giocatori. Ogni giorno li valuto in allenamento, chi merita gioca. Cerco di scegliere, in ogni momento della stagione, quelli che stanno meglio e possono dare di più. E’ stato sempre così».

Onazi ha una predisposizione naturale al pressing. Può essere la partita ideale per il nigeriano contro il centrocampo di palleggiatori della Fiorentina?
«Può essere, ma può esserlo anche per altri centrocampisti che sinora hanno dimostrato il proprio valore. Che giochi uno o l’altro, che si entri subito in partita o dopo, spero che tutti possano dare un contributo per vincere».

Ederson possiede una condizione sufficiente per tornare a giocare tre giorni dopo Stoccarda? E può essere utilizzato anche da centrocampista esterno?
«Ederson ha dimostrato il proprio valore, non solo alla Lazio. E’ un giocatore importante e si sta avvicinando alla forma che dovrebbe avere per tenere i novanta minuti. A Stoccarda non ha fatto tutta la partita e credo abbia le energie sufficienti per giocare, magari non per novanta minuti. Per quanto riguarda il ruolo, si tratta di un giocatore duttile. Può essere impiegato anche come prima punta».

Quante possibilità ha la Lazio di arrivare terza?
«Ci sono buone possibilità. Diventeranno concrete se le cose cominceranno a girare dalla nostra parte, come per esempio qualche imprevisto durante la partita. Magari ogni tanto speriamo di avere qualche piccolo favore».

Bergonzi arbitro di porta. E’ lo stesso che aveva sbagliato la partita d’andata con la Fiorentina al Franchi. E’ una designazione opportuna?
«Io speravo che potesse arbitrare anche questa partita, Qualcosa abbiamo perso all’andata con la Fiorentina, non è stata l’unica volta, ma le valutazioni si fanno sempre dopo. Mi auguro che domani non si ripetano gli stessi errori della partita d’andata».

Come si batte la Fiorentina?
«Giocando da Lazio, con l’aggressività della Lazio e con l’aiuto del nostro pubblico».

La Lazio viene dalla sconfitta di San Siro in cui ha pesato l’espulsione di Candreva. A Marassi, venerdì sera, non sono stati concessi due rigori al Genoa e il Milan sta scappando. Teme che la corsa per il terzo posto non sia ad armi pari?
«Mah… Facciamo di tutto per ottenere la posizione che meritiamo, così sarà sino alla fine. Non speriamo mai in un aiuto degli altri, cerchiamo di conquistare tutto sul campo».

Questo è l’ultimo treno per il terzo posto?
«Non penso».

Ederson, se giocherà, lo impiegherà da seconda punta o confermerà il 4-1-4-1?
«Diverse volte ho dimostrato che non contano i moduli. Sono più importanti i principi di gioco e bisogna avere dei movimenti sincronizzati di tutti i giocatori. Ederson in attacco? E’ una delle opzioni».

Come si spiega la differenza di rendimento tra l’Europa League e il girone di ritorno in campionato?
«Penso che si tratti anche un po’ di fortuna, è mancata in alcuni momenti, ma noi dobbiamo essere bravi a riparare e crederci di più. In Europa ci siamo sempre riusciti, dobbiamo dimostrare anche in campionato. In casa non abbiamo sbagliato tante partite. Come ho detto a Stoccarda, una squadra diventa grande se riesce a esprimersi in casa e in trasferta nella stessa maniera. Solo così riusciremo a fare l’ultimo salto di qualità».

Pereirinha deve ancora crescere nel ruolo di terzino?
«Sta crescendo, a Stoccarda ha giocato una buona partita dopo qualche difficoltà iniziale come era successo anche a Milano. Pereirinha non è un problema. E’ un giocatore valido che merita il supporto di tutti quanti».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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