Petkovic, “Non molliamo niente”

Petkovic, “Non molliamo niente”

La serata perfetta del re di Coppe. Tre gol allo Stoccarda nel surreale palcoscenico di un Olimpico senza tifosi, otto gol in dieci partite d’Europa League (senza dimenticare i due gol segnati al Mura nel preliminare), una media stratosferica (una rete ogni 55 minuti giocati) e il prestigioso per quanto…

La serata perfetta del re di Coppe. Tre gol allo Stoccarda nel surreale palcoscenico di un Olimpico senza tifosi, otto gol in dieci partite d’Europa League (senza dimenticare i due gol segnati al Mura nel preliminare), una media stratosferica (una rete ogni 55 minuti giocati) e il prestigioso per quanto provvisorio titolo di capocannoniere della seconda competizione continentale.

Libor Kozak è senz’altro il giocatore simbolo dell’atipica sfida allo Stoccarda, un ritorno trionfale per l’EuroLazio, di nuovo tra le migliori otto squadre dell’Europa League dieci anni dopo la semifinale targata Mancini (allora si chiamava ancora Coppa Uefa). «Sono davvero soddisfatto per questi tre gol – ha ammesso il giovane ceco tornato a casa con il pallone del match- sono contento per me ma anche per la squadra, perché nell’ultimo periodo abbiamo incontrato qualche difficoltà. L’unico dispiacere è aver segnato la tripletta con l’Olimpico vuoto».

Kozak festeggia e ne ha tutte le ragioni, perché gli otto gol rappresentano una grossa ipoteca sul titolo di capocannoniere dell’Europa League: i primi inseguitori – gli «italiani» Cavani con 7 reti e Palacio con 6 – sono ormai fuori dalla coppa. Ora, però, il ceco dovrà dare nuove risposte anche in campionato, dove è ancora a secco. «Quest’anno va così – ha spiegato Kozak – ma credo sia un caso. Avrei potuto sfruttare meglio qualche occasione, ma alla Lazio è difficile, c’è tanta concorrenza: io devo sempre dare il meglio e il momento giusto arriverà anche in campionato. Meglio solo o con un’altra punta? Dipende dalla partita, ma per un attaccante è più semplice averne un altro vicino, per aiutarsi a vicenda. E io oggi avevo Mauri». La Lazio avanza con merito, Petkovic ottiene le risposte sperate da alcune «seconde linee», vedi Ciani, Onazi e naturalmente Kozak. «Stasera la squadra ha fatto benissimo fin dai primi minuti – ha osservato il tecnico di Sarajevo – siamo scesi in campo con la giusta determinazione e abbiamo obbligato gli avversari ad arrendersi. La differenza tra Europa e campionato? Abbiamo giocato tantissimo finora, ogni tanto qualche scivolone capita, ma abbiamo fatto bene su tutti e tre i fronti».

Il rendimento altalenante dell’EuroLazio, del resto, è innegabile e non può essere casuale. Domenica sera i biancocelesti sono attesi da una partita importante, la trasferta contro il Torino, una gara da vincere a tutti i costi per mantenere acceso il difficile sogno Champions League. «Dobbiamo tenere duro – ha ammesso Petkovic – e fare punti a Torino, perché poi abbiamo due settimane per recuperare le energie e alcuni giocatori importanti ora indisponibili. Come sta Klose? Ancora non bene: spero che possa tornare disponibile dopo la pausa. Marchetti? Ha preso una bella botta, ma già è in piedi, domani ne valuteremo le condizioni».

La risposta arriverà questa mattina, mentre all’ora di pranzo la Lazio conoscerà la prossima avversaria in Europa, in un quarto di finale storico e complicato da un Olimpico ancora a porte chiuse. «Basilea squadra da pescare? Non lo so, è una formazione molto tosta, giocano insieme da tempo e sono abituati all’Europa. Tutte le otto formazioni ancora in corsa valgono tanto. Magari vorrei evitare la trasferta in Russia per via del tempo e dei lunghi viaggi, in quei giorni dovremo affrontare il derby e la Juve. Ma vediamo cosa capita: dobbiamo credere in noi stessi e giocare sempre per vincere. Sono gli altri a doversi preoccupare della Lazio: noi vogliamo andare in fondo in ogni competizione».

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