Petkovic, “Peccato, si poteva chiudere prima il discorso”

Petkovic, “Peccato, si poteva chiudere prima il discorso”

 Non si arrende ma non si illude: «Volevamo la vittoria, anche in inferiorità numerica abbiamo cercato di sorprendere la Roma. Purtroppo dobbiamo accontentarci del pareggio». Che serve a poco. Una vittoria avrebbe rilanciato la Lazio, l’avrebbe portata alle spalle del trio di testa, avrebbe tenuta viva la speranza di una…

 Non si arrende ma non si illude: «Volevamo la vittoria, anche in inferiorità numerica abbiamo cercato di sorprendere la Roma. Purtroppo dobbiamo accontentarci del pareggio». Che serve a poco. Una vittoria avrebbe rilanciato la Lazio, l’avrebbe portata alle spalle del trio di testa, avrebbe tenuta viva la speranza di una “rimonta” Champions. Come si dice: finché c’è vita c’è speranza. Ma anche nella speranza ci sono gradazioni diverse, come nei colori e quella a cui si aggrappa Vladimir Petkovic ha colori tenui, pastello. Dice: «Io vedo il bicchiere mezzo pieno. Finché ci sono possibilità noi ci proviamo e ci crediamo». La parte piena del bicchiere è quella relativa alla prestazione, soprattutto nel primo tempo ( «siamo stati perfetti» ) perché dopo le cose sono cambiate e in inferiorità numerica la Lazio doveva soprattutto badare a rinforzare gli ormeggi, operazione, peraltro, riuscita abbastanza bene. Ma nei primi quarantacinque minuti la Lazio aveva dato l’impressione di poter padroneggiare la gara: «Abbiamo fatto molto bene sulle fasce, con Candreva a destra e Lulic a sinistra, sono stati loro il valore aggiunto. Dopo il rigore sbagliato e il gol subìto abbiamo sofferto un po’ anche perché la Roma ha ritrovato morale. Ma alla resa dei conti non abbiamo sofferto granché, la Roma si è limitata a qualche lancio lungo».

STRATEGIA – La Roma l’aveva studiata con attenzione. D’altro canto, lui ha capito benissimo che questa è una partita particolare e questa particolarità evidentemente lo ispira. Vittoria nel girone d’andata, pareggio in quella di ritorno. Ma rispetto alla prima sfida qualcosa è cambiato nella squadra giallorossa: Andreazzoli ha sostituito Zeman, la rivoluzione immaginaria del boemo è stata sostituita dal realismo di un signore che usa anche le armi della tattica. Afferma Petkovic: «Abbiamo lavorato molto bene. Una squadra con il tasso tecnico tanto elevato come quello della Roma, può crearti grandi problemi se le concedi spazi. Noi siamo stati molto bravi ad anticiparli. Da un punto di vista collettivo, abbiamo giocato molto bene».
Da questo punto di vista, un segnale confortante in vista della sfida con il Fenerbahce perché l’impresa, la rimonta, non è semplice ma nemmeno impossibile. Semmai problemi di più difficile soluzione dovrà affrontarli alla vigilia della gara con la Juventus: infortuni e squalifiche gli renderanno difficile la costruzione del reparto difensivo. «Vedremo in settimana come assemblare il reparto. Mi mancano molti giocatori, soprattutto a sinistra. Devo valutare cosa fare». Un rebus in più che dovrà risolvere, anche perché la sfida con i bianconeri potrebbe veramente essere l’ultima occasione per provare a lanciare l’assalto al cielo visto che contemporaneamente Milan e Napoli saranno impegnate in un durissimo scontro-diretto.

ATTESA – Ha spedito in campo Klose nella speranza che il tedesco, recuperato ma ancora a corto di condizione, si trasformasse in una sorta di talismano. Le cose, però, non sono andate come sperava: «Si vedeva che Klose è rimasto fuori per due mesi. Però, speravo che un campione così grande riuscisse a tenere in allarme la difesa giallorossa». Ribadisce: «E’ stato un bel derby, combattuto, forse non a livello degli ultimi. Abbiamo avuto la possibilità di chiuderlo e abbiamo dato l’opportunità agli avversari di riaprirlo».
Sdrammatizza gli errori di Hernanes quando gli si chiede che voto darebbe al brasiliano: «Ha fatto tutto, gli darei dieci». Ribadisce: «Non sono mai contento di un pari e non lo sono nemmeno questa volta. Ma sono soddisfatto per come la squadra si è comportata per novanta minuti. Il primo tempo siamo stati perfetti, non abbiamo lasciato spazi, non gli abbiamo concesso i lanci alle nostre spalle. Il rigore della Roma e l’espulsione di Biava sono stati eventi troppo ravvicinati». Spiega il cambio di Ledesma con Ciani: «Pensavo di costruire qualcosa in avanti. Con Hernanes e Onazi avevo più corsa e più propensione offensiva. Forse con Ledesma saremmo stati più tranquilli ma non abbiamo sofferto in maniera particolare».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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