Petkovic pensa al derby

Petkovic pensa al derby

Ha studiato Delneri. Usa la stessa match analysis di Villas Boas. Ieri ha pure confessato una simpatia per Mourinho: «Apprezzo le sue idee e provo a sfruttarle». Ma il punto di contatto più grande Vladimir Petkovic ce l’ha con Mazzarri e con quella definizione — «i titolarissimi» — che è…

Ha studiato Delneri. Usa la stessa match analysis di Villas Boas. Ieri ha pure confessato una simpatia per Mourinho: «Apprezzo le sue idee e provo a sfruttarle». Ma il punto di contatto più grande Vladimir Petkovic ce l’ha con Mazzarri e con quella definizione — «i titolarissimi» — che è il vestito perfetto per la Lazio. Sì, perché in mezzo a tanta modernità, il tecnico di Sarajevo ha scelta una strada antica e sin qui tremendamente redditizia: scelto un 11 titolare, guai a chi lo tocca.

I numeri
È il pregio e il difetto della Lazio che vola. Dipende dal punto di vista, in attesa di un piano B — cambio di modulo, non solo di uomini — che forse si vedrà già ad Atene. Ma qui è il campionato che conta, è lì che si sogna. Petkovic ha scelto una strada e non si sposta, se non perché costretto dagli infortuni. Quando l’ha fatto, la Lazio è andata in difficoltà, leggi le sconfitte con Genoa e Napoli e l’ultima mezz’ora con il Milan, che per poco non faceva rivivere a Klose l’incubo della rimonta subita dalla Germania con la Svezia la scorsa settimana. Della serie: i titolarissimi volano, quando entrano in campo le seconde linee il livello scende e il gioco ne risente. Dice Petkovic: «Il mio compito è portare chi è fuori adesso sullo stesso piano di chi gioca». Un’utopia? Chissà. Di sicuro i numeri ora raccontano altro. E così ecco che gli otto gol subiti in campionato sono arrivati tutti con almeno una seconda linea in campo. I due incassati dal Milan non fanno eccezione: De Jong ed El Shaarawy hanno fatto centro dopo l’inserimento di Cavanda e l’avanzamento a centrocampo di Lulic. La linea Konko-Biava-Dias-Lulic resta invece imbattuta. Altro dato: 14 delle 15 reti segnate sono opera dei titolari, cioè Klose, Hernanes, Candreva
e Ledesma. Solo una è arrivata da un giocatore al di fuori del solito undici: Ederson contro il Siena, che poi si è fermato ai box.

Turnover
La morale è chiara: quanto più i titolari reggeranno il ritmo del campionato, tanto più la Lazio riuscirà ad essere competitiva ai massimi livelli. E nel frattempo l’ottimo avvio di campionato ha anche cambiato il punto di vista di Petkovic rispetto al doppio impegno. Se all’inizio il tecnico andava al massimo — ricordate i titolari schierati a Londra? —, ora è giusto fare qualche calcolo. A partire dalla trasferta di giovedì in Grecia contro il Panathinaikos. «Le valutazioni le farò a partire da domani (oggi, ndr) — dice Petkovic a Lazio Style radio —. Però qualcosa cambierò. Lulic, per esempio, ha rimediato una botta contro il Milan: alla fine del match era stanchissimo». Radu, invece, potrebbe tornare tra i convocati: «Si sta allenando bene, può venire ad Atene. Klose? C’è la possibilità che riposi, dobbiamo pensare anche al campionato».

Senza paura
Appunto. Il che non significa dimenticare il Panathinaikos: «Abbiamo poco tempo per allenarci ed è un peccato — ancora Petkovic —. L’avversario è duro, l’ambiente sarà caldo: avremo rispetto, ma la mia Lazio giocherà senza paura, a viso aperto e cercando il risultato». È un manifesto programmatico, con la possibilità di un cambio tattico: «Può darsi che ad Atene si giochi con due punte, dipende dal tipo d’impostazione che vorremo dare alla partita. Voglio che la mia squadra sappia cambiare modo di giocare anche all’interno della stessa partita». E ancora: «Zarate e Onazi? Mi spingano a schierali titolari». Il turnover passa da loro. La programmazione è a lungo termine: «Il derby? Sto già pensando a chi far riposare in vista di quella partita». Troppo preziosi, i titolarissimi.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy