Petkovic sale a ritmi scudetto

Petkovic sale a ritmi scudetto

Vincente. Spettacolare. E senza mezze misure. Guardi la radiografia della Lazio di Petkovic e ti accorgi che i numeri, gli aggettivi e complimenti sono tutti giustificati. C’è la ricevuta, la firma del tecnico di Sarajevo dietro al volo della Lazio, che viaggia a ritmi da scudetto.Gol rapidiVeloce, oltre che rapida.…

Vincente. Spettacolare. E senza mezze misure. Guardi la radiografia della Lazio di Petkovic e ti accorgi che i numeri, gli aggettivi e complimenti sono tutti giustificati. C’è la ricevuta, la firma del tecnico di Sarajevo dietro al volo della Lazio, che viaggia a ritmi da scudetto.

Gol rapidi
Veloce, oltre che rapida. Veloce con i suoi 18 punti, gli stessi dell’anno del tricolore di Eriksson. Rapida, perché dei 15 gol segnati 11 sono arrivati nei primi 45 minuti: nessuno in Serie A ha fatto altrettanto. Come a dire: le cose è bene metterle in chiaro subito. Così è successo con il Chievo, il Siena, il Pescara e sabato con il Milan: almeno due gol di vantaggio all’intervallo e partita in discesa. Non è una cifra casuale, quell’11, ma una precisa scelta dell’allenatore che si spiega con la grande capacità della Lazio di giocare sfruttando le ripartenze, il punto forte di Klose e compagni. E allora il ragionamento è chiaro: prima sblocco la partita, prima costringo l’avversario ad aprirsi e a lasciarmi campo, così da sfruttare al meglio le mie prerogative.

Analogie
Prerogative da scudetto, almeno a rileggere le statistiche. I confronti vengono naturali. E se è vero che i 18 punti dopo 8 giornate non sono un record — lo stesso Reja due stagioni fa partì meglio con 19 punti —, un primato (eguagliato) è quello delle sei vittorie in otto turni di campionato. Solo una volta la Lazio, nell’era dei tre punti (dunque dal 1994-95 in poi), aveva vinto altrettanti match: proprio con Reja in panchina, torneo 2010-11. Questa squadra sa vincere e cerca di vincere, basti pensare che nella metà delle partite di campionato (4 su 8) ha segnato tre gol. E allora ecco i 18 punti, gli stessi conquistati da Eriksson nel 1999-2000, la stagione tricolore: occhio, perché anche quell’anno la Lazio scendeva in campo con il 4-5-1… E nell’anno del primo scudetto, stagione 1973-74, Maestrelli in otto partite aveva conquistato 4 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta: ricalcolate oggi, con i tre punti, quelle gare avrebbero portato in dote (solamente) 15 punti. Di più: Klose, oggi in testa alla classifica marcatori della Serie A con Cavani a 6 gol, è virtualmente a +1 su Chinaglia, che allora di reti a questo punto ne aveva firmate 5 e a fine torneo si laureò capocannoniere.

Propositivi
Corsi e ricorsi storici, con una certezza di fondo: la Lazio vince ma soprattutto convince più del passato. E non si possono sottovalutare le parole di Biava subito dopo la vittoria con il Milan: «Differenze con il passato? Adesso c’è più convinzione nei nostri mezzi. Anche con Reja abbiamo fatto ottimi campionati, però ci mancava la mentalità di provare a imporre sempre il nostro gioco. Siamo più propositivi e i risultati ci stanno dando ragione». È la conferma di un cambiamento, una nuova strada che ad oggi non teme confronti con il passato. Anzi, va a sfidarlo per vedere l’effetto che fa. Magari senza snobbare l’Europa: giovedì c’è il Panathinaikos, una vittoria vorrebbe dire praticamente archiviare il discorso con tre turni d’anticipo. E dedicarsi così a eguagliare, magari pure a battere, altri record in campionato

La Gazzetta dello Sport

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