Petkovic, ti fidi di Saha?

Petkovic, ti fidi di Saha?

Lui aspetta e spera. Quarantasei minuti: un tempo di gioco più un minuto di recupero. Louis Saha s’è dovuto accontentare delle briciole, è sceso in campo subentrando, non ha mai avuto la maglia da titolare addosso. L’ultima occasione capiterà domani contro il Catania, tocca a Petkovic decidere. Klose è convalescente,…

Lui aspetta e spera. Quarantasei minuti: un tempo di gioco più un minuto di recupero. Louis Saha s’è dovuto accontentare delle briciole, è sceso in campo subentrando, non ha mai avuto la maglia da titolare addosso. L’ultima occasione capiterà domani contro il Catania, tocca a Petkovic decidere. Klose è convalescente, partirà dalla panchina. Floccari è ai box, Kozak è rientrato giovedì dalla Nazionale, è rimasto solo Saha. Può essere l’ultima occasione perché Miro dalla prossima settimana si riprenderà il posto, entrerà in corsa coi siciliani, tornerà titolare dal derby in poi. C’è fiducia in Saha? Sì o no? E’ stato l’acquisto  low cost di febbraio con l’ingaggio all’insù (500 mila euro). La società lo tesserò utilizzando uno stratagemma regolamentare, si era liberato dal Sunderland prima della chiusura del calciomercato invernale. Quarantasei minuti di gioco (per ora) e uno stipendio pesante, il francese vuole meritarlo in partita. Gioca part-time, guadagna da big.

LA STORIA –  «Ho sette vite» , svelò una volta. Ha scelto l’Italia e la Lazio per rinascere a 34 anni e mezzo. Ha il contratto in scadenza a giugno, non c’è opzione di rinnovo, deve conquistarla (non giocando non sarà semplice…). Si presentò così a Formello:  «Sono venuto per aiutare la Lazio e per vincere tutto il possibile» . Non è mai stato il vice Klose, è arrivato con l’etichetta di attaccante di complemento nel momento dell’emergenza. E’ sbarcato a Roma con le gomme sgonfie, colpa dell’inattività, questo l’ha frenato. Nella prima parte della stagione ha giocato poco col Sunderland, ha dovuto lavorare atleticamente. Sono passati quasi due mesi dal suo arrivo, il ricondizionamento sarà stato completato, non ha mai strappato piena fiducia. Per lui parla il passato glorioso, un passato fatto di gol e vittorie in Premier League (84 reti in 288 apparizioni). Si è fatto conoscere nel Metz, in Inghilterra è esploso col Fulham, col Manchester United ha vinto una Champions e due scudetti. Ha segnato molti gol anche con l’Everton, è entrato in crisi nelle ultime due stagioni, sono state complicate. Nel 2011-12 ha concluso il ciclo con l’Everton (18 presenze), nel gennaio 2012 è passato al Tottenham (10 presenze). Quest’ultima è stata un’annata disgraziata: con gli Spurs ha accusato un calo, si era demoralizzato. Nel Sunderland ha avuto problemi con il tecnico Martin O’Neill, l’ha utilizzato solo 11 volte, l’ultima presenza Saha l’ha firmata l’8 dicembre contro il Chelsea. Nel 2013 non era mai sceso in campo, l’ha fatto con la Lazio, fu sganciato in corsa nel match contro il Napoli. E’ coetaneo di Klose (Miro è nato il 9 giugno 1978, Louis l’8 agosto 1978, due mesi dopo), ha atteso il suo turno, vuole dimostrare di non essere finito.

LA SIMPATIA – E’ un ragazzo umile, non perde mai il sorriso, lo descrive così chi lo conosce. Una volta gli hanno chiesto quale fosse il suo posto preferito:  «Amo il mio letto, ma non direi mai cosa faccio…» , dichiarò ridendo. Ha vinto molto con la maglia del Manchester United, vanta 20 presenze con la Francia, è stato un top player. Se tornerà ad esserlo lo scoprirà solo vivendo. Pardon, giocando.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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