Petkovic:”Ancora non al top”

Petkovic:”Ancora non al top”

 E’ un perfezionista, non si stanca di migliorare e quei due gol del Milan, nonostante la partita fosse finita con la vittoria, sabato sera avevano tolto mezzo sorriso a Petkovic. Ieri, alla ripresa degli allenamenti, è entrato negli spogliatoi e ha parlato chiaro alla Lazio: «Siamo a buon punto nel…

 E’ un perfezionista, non si stanca di migliorare e quei due gol del Milan, nonostante la partita fosse finita con la vittoria, sabato sera avevano tolto mezzo sorriso a Petkovic. Ieri, alla ripresa degli allenamenti, è entrato negli spogliatoi e ha parlato chiaro alla Lazio:  «Siamo a buon punto nel processo di crescita, ma come ho ricordato ai ragazzi non ancora al 100 per cento. Ci sono tanti margini di miglioramento. Parlo dal punto di vista tecnico, tattico e mentale» ha raccontato il tecnico bosniaco-croato.
«I gol del Milan erano evitabili ed è mancata la cattiveria per chiudere la gara»Un’ora di grande calcio e una flessione nel finale con il Milan, che ha sfiorato la rimonta. Petkovic ha rivisto la partita ed è tornato ad analizzarla.  «Sono contento per i tre punti. Ci danno la consapevolezza di poter vincere queste partite. I due gol erano evitabili, ma dall’aspetto negativo prendo il positivo, che ci porterà a lavorare ancora di più, a pensare di non essere arrivati al top» . Quasi la medicina giusta per non farsi travolgere dall’euforia.  «Ma la mia squadra, dopo il secondo gol realizzato dal Milan, ha avuto la forza e la capacità di riprendere in pugno la partita e di fermare il gioco. Nella ripresa abbiamo concesso qualcosa, ma anche costruito più occasioni degli avversari. E’ mancata la cattiveria per dargli la botta definitiva con il 4-0 o il 4-1. Nel primo tempo, invece, eravamo stati cinici». Questa volta la Lazio ha colpito duro senza bisogno di dominare:  «Il Milan ha giocato aperto, in modo aggressivo. Le altre squadre sinora si erano chiuse».

EUROPA – Nel consueto zoom di Lazio Style Radio, Petkovic è tornato a parlare di una squadra camaleontica:  «Dopo il gol di Hernanes, abbiamo dominato la partita. Voglio una squadra pronta a soffrire e rinascere, abituata a imporre il suo gioco oppure a riprenderlo dopo averlo mollato» . I progressi si vedono, la mentalità anche:  «In occasione del gol di Klose eravamo con quattro giocatori nell’area del Milan. Si deve attaccare così». Domani volerà ad Atene.  «Partita tosta con il Panathinaikos, è stata dura in Grecia anche per il Tottenham. Hanno una tifoseria calda. Rispetto, non paura. Andremo a giocare a viso aperto» . Misurato nell’euforia.  «Mi fa piacere che i tifosi volino, ma noi dobbiamo restare con i piedi per terra. Mi fa piacere essermi avvicinato alla gente, ma sono i ragazzi a meritare i complimenti» . Tiene sulla corda Onazi e Zarate.  «Per loro ci sono sempre le possibilità, ma loro devono spingermi a dargli la possibilità» . Ha sorriso pensando al derby.  «E’ il giorno dopo il 10, vero? Il derby è speciale, ma devo pensare a tante partite prima e stavo già pensando a come far riposare qualche giocatore per la partita con la Roma…» .

Il Corriere dello Sport

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