Petkovic:”Facciamo vedere chi siamo”

Petkovic:”Facciamo vedere chi siamo”

Sette vittorie in dieci partite ufficiali, di cui quattro in sei giornate di campionato. Petkovic ha chiesto alla Lazio di vincere anche a Pescara, non solo perché sarebbe importante restare nella scia di Juventus e Napoli, ai primi posti della classifica, ma perché si chiuderebbe in modo positivo la prima…

Sette vittorie in dieci partite ufficiali, di cui quattro in sei giornate di campionato. Petkovic ha chiesto alla Lazio di vincere anche a Pescara, non solo perché sarebbe importante restare nella scia di Juventus e Napoli, ai primi posti della classifica, ma perché si chiuderebbe in modo positivo la prima fase della stagione: la sosta (l’ultima sino a Natale) diventerebbe l’occasione per lavorare con tranquillità e studiare nuove soluzioni.
«Voglio l’approccio giusto già nel riscaldamento E sto pensando a un nuovo assetto: la squadra in futuro dovrà saper cambiare pelle in corsa»Il tecnico di Sarajevo ha trovato l’assetto giusto della Lazio, ma s’interroga sul futuro, ha bisogno di coinvolgere altri giocatori nel suo progetto e di pensare ad un modulo alternativo. Vuole rendere imprevedibile il suo gruppo e allenare una squadra capace di cambiare faccia e caratteristiche in corsa. Questa, alla lunga, diventerà la risorsa determinante (di gioco e di chimica tattica) per allungare la vita della Lazio. Se la fame di Conte può essere il termine di paragone a cui si ispira Petkovic per motivare i suoi giocatori, la versatilità tattica della Juve resta un esempio da seguire. Nel girone di ritorno del passato campionato i bianconeri diventarono irresistibili nel momento in cui passarono dal 4-3-3 al 3-5-2. Nessuno sapeva più come avrebbero giocato la domenica. Era difficile prendere le contromisure. Senza guardare troppo avanti, prima di proiettarsi nello studio della Lazio che verrà, Petkovic vuole infilare l’ottava vittoria del suo ciclo. L’Adriatico ribollirà di passione, Pescara aspetta questa partita come un derby. Toccherà alla Lazio dimostrare carattere, spessore morale, saldezza di nervi. Pescara è una trasferta complicata e la Lazio troverà anche un ambiente ostile.

«Dobbiamo prendere tutto in modo positivo e come un motivo supplementare di motivazioni. Avremo l’obbligo di dare ancora di più. La partita sarà difficile, perché il Pescara è una buona squadra e per tutto quello che ci sarà intorno alla partita».

Viene dall’estero. Cosa pensa di fronte alle prospettive di una partita a rischio?
«Ho letto di cosa si tratta e ho capito poco. Penso si dia anche troppa importanza ai fattori esterni, lo trovo esagerato. Questo è sport e la gente si deve divertire con il calcio. Non dovrebbero esserci queste tensioni».

Klose è diffidato. Lo risparmierà?
«Klose giocherà. Bisogna sempre dare il massimo. Dopo il Milan, ci sarà un’altra partita e poi un’altra ancora. Mai risparmiarsi».

Ciani non sta ingranando.
«Ha giocato molto bene con il Genoa, poi non è riuscito a ripetere la stessa brillante prestazione. Ho fiducia in lui, soprattutto ho pazienza. Bisogna aspettarlo. Sono convinto che diventerà molto importante per la Lazio».

E’ una partita che chiude il primo ciclo della stagione.
«Viene prima della sosta, quindi è delicata e uscirne bene ci può permettere di continuare a lavorare con tranquillità. Non è importante solo per la classifica, ma perché arriva dopo tanti impegni. Mi aspetto conferme dal punto di vista fisico e mentale».

Candreva merita la Nazionale?
«Sta facendo molto bene e ha tanti margini di miglioramento. E’ un centrocampista polivalente, adatto per il calcio moderno. Alla Lazio abbiamo diversi giocatori che meriterebbero
«Vorrei rivedere la manovra brillante ma si gioca tanto e non si può essere sempre al top»la possibilità di giocare in Nazionale».

Il Pescara è in ascesa.
«Non sono preoccupato, ma prudente. Ci vuole l’approccio giusto alla partita, perché si gioca due giorni dopo aver affrontato il Maribor. Bisogna iniziare bene anche con il riscaldamento e poi nei primi venti minuti. Nel Pescara ci sono dei giovani di valore, hanno fame. Dovremo dimostrare subito la nostra superiorità e diventare padroni del campo. Davanti non hanno una punta centrale classica e non danno riferimenti. Servirà una fase difensiva compatta».

In futuro è ipotizzabile un vero e proprio 4-3-3?
«Leggo del 4-1-4-1 ma non capisco quali siano le reali differenze. Anche con il 4-3-3 gli esterni devono fare un certo tipo di lavoro difensivo. Quando c’è stata la sosta del campionato avrei voluto provare altre soluzioni, ma non c’è stata la possibilità e anche questa volta andranno via otto-nove giocatori per le nazionali. Detto questo, ho in mente un piano B che nel tempo potrebbe diventare il piano A, anche perché nel corso della stagione o anche della stessa partita la squadra deve sapersi adattare a diverse circostanze».

Chiede alla Lazio di tornare brillante e dominare le partite come a inizio stagione?
«Sì, sono d’accordo. Con il Napoli non siamo riusciti a imporre il nostro gioco, ma con il Genoa abbiamo giocato solo noi. Con Siena e Maribor abbiamo vinto, ma non siamo stati brillanti come in precedenza. E’ vero, può dipendere anche dal fatto che si sono giocate tante partite. Non puoi essere sempre al top. E’ successo anche alle altre squadre impegnate nelle Coppe europee».

La classifica rispecchia i valori del campionato?
«Siamo all’inizio, bastano due vittorie di fila o due sconfitte che cambia la classifica. Squadre medio-piccole hanno fatto bene, come lo stesso Pescara. Ecco perché la classifica si è accorciata nel mezzo».

Floccari e Klose possono giocare in coppia?
«Certo, possono farlo. Ma dovrebbe cambiare tutto il resto. Si può giocare anche con tre punte centrali. Ora, però, sarebbe un peccato cambiare un assetto che sta funzionando».
L’assetto attuale era quello a cui aveva pensato quando è arrivato alla Lazio o lo ha scelto in estate?
«Il mio pensiero di base era un po’ diverso, ma come ho sempre spiegato  step by step , sarei andato avanti un passo alla volta. Ho valutato i giocatori, ho cambiato alcuni ruoli, li ho studiati, ho anche rischiato. All’inizio le cose non sono andate subito bene. Poi, anche un po’ casualmente, abbiamo trovato la quadratura. Quando va bene, è inutile stravolgere o rinunciare alle certezze. Ma idee diverse c’erano, ci sono e ci saranno».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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